16 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
La Lega Nord contesta le primarie del Pd ad Agrigento

Marcolin: "Il Patto del Nazareno ha traslocato al Sud"

Alle primarie del centrosinistra ad Agrigento il candidato forzista, Silvio Alessi, ha letteralmente stracciato il rivale del Pd: un episodio quantomeno singolare. Ne abbiamo parlato con il deputato della Lega Nord, Marco Marcolin, candidato sindaco di Agrigento, per il quale "il Patto del Nazareno ha traslocato al Sud".

ROMA – Avanti un'altra. Dopo i brogli – veri o presunti - in Liguria e in Campania, anche la Sicilia fa parlare di sé. Alle primarie del centrosinistra ad Agrigento, infatti, il candidato forzista, Silvio Alessi, ha letteralmente stracciato il rivale del Pd: un episodio quantomeno singolare. Ma il vincitore si è affrettato a chiarire la situazione: «Io sono amico di tutti». Ne abbiamo parlato con il deputato della Lega Nord, Marco Marcolin, candidato sindaco di Agrigento, per il quale «il Patto del Nazareno ha traslocato al Sud».

Cosa ne pensa di quanto accaduto alle primarie di Agrigento?

«Il presidente Rosario Crocetta oltre ad essere un maestro della mistificazione è anche un’artista della menzogna: negare che il patto del Nazareno si sia trasferito da Roma ad Agrigento è un tentativo ipocrita di nascondere gli inciuci della vecchia politica per mantenere le poltrone. Se il suo partito si vergogna di presentare un esponente di Forza Italia non è un problema nostro, che fin da subito siamo stati chiari e trasparenti nel programma e sulle alleanze. Non capisco questa difficoltà a mostrare la propria identità. Alcuni uomini rispondono a delle logiche di partito, prima ancora che alla propria identità. Il Patto del Nazareno si è trasferito a Sud, ad Agrigento, e appena finite le votazioni sono iniziati i bisticci. Ed era prevedibile.»

Com'è possibile che le primarie del centrosinistra ad Agrigento siano state vinte dal candidato azzurro, Silvio Alessi?

«Nella città di Pirandello, a quanto pare, tutto è possibile. Rimango molto perplesso anch'io rispetto all'accaduto. Non si può fare di tutta l'erba un fascio. Bisogna dichiarare da che parte si sta. Io dico chiaramente che sono della Lega Nord e che sto con «Noi con Salvini». Trovo quantomeno bizzarra questa vicenda, se guardiamo le cose da un punto di vista politico: se invece guardiamo alla volontà e all'etica individuale allora si può far tutto. Credo, però, che sia doveroso verso il proprio elettorato essere trasparenti, e dichiarare chi si è.»

Queste alleanze trasversali e ambigue tra partiti – apparentemente – antagonisti secondo Lei sono sempre esistite o ultimamente è cambiato qualcosa?

«Secondo me è cambiato qualcosa. Mi riferisco all'identità dei partiti: che idee ha oggi il Pd? Che idee ha Forza Italia? In cosa differiscono? Noi di Lega Nord, invece, abbiamo ben chiari i nostri ideali e le nostre prospettive.»

Lei crede nelle primarie quali strumento di democrazia, o rischiano di essere nel migliore dei casi uno strumento di controllo politico e nel peggiore un boomerang per chi le utilizza?

«Fatte così no. E' stata una domenica goliardica, non crede? Se, su 50.000 aventi diritto al voto, soltanto in 4.000 vanno a votare, evidentemente non si può sbandierare un successo enorme...»