24 novembre 2020
Aggiornato 18:30
La grillina Liuzzi illustra la proposta di riforma RAI

M5s: «Basta incidenza politica in Rai»

Il Movimento 5 Stelle è in procinto di presentare una proposta di riforma Rai che punti a rivoluzionare la governance attuale, con nuove modalità di elezione del Consiglio di amministrazione ed escludendo in toto la presenza di quei poteri politici che da sempre tirano le fila dell'azienda.

ROMA - «L'incidenza politica deve assolutamente finire nell'azienda pubblica». Il Movimento 5 Stelle risponde alla bufera che si è abbattuta sulla Rai e che vede il consigliere Antonio Varro accusato di aver inviato una lettera al premier Berlusconi per spingere sulla chiusura di programmi «non governativi». La deputata Mirella Liuzzi, membro della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, in un'intervista a DiariodelWeb.it, espone i tratti fondamentali della proposta di riforma Rai elaborata dal Movimento 5 Stelle, che verrà presentata nei prossimi giorni. 

CAMBIARE LA GOVERNANCE - «Noi presenteremo una nostra proposta nei prossimi giorni. È un caso che accada proprio nei giorni in cui viene pubblicata questa gravissima lettera. Ci stiamo lavorando da diversi mesi a questa riforma della Rai – spiega la deputata –. Cambieremo sicuramente la governance, come vengono nominati i consiglieri nel Consiglio di amministrazione della Rai. L'incidenza politica deve assolutamente finire nell'azienda pubblica. Purtroppo questo lo dicono tutti, lo dicono tutti i partiti, anche quelli che incidono in maniera pesante sulla Rai. È un mantra, ormai, che ripetiamo e ripetono anche loro». Anche il premier Matteo Renzi ha annunciato che a breve presenterà la sua proposta di riforma dell'azienda pubblica Rai: «Comunque noi presenteremo questa proposta a breve, non so quando lo farà il presidente del Consiglio che lo sta proponendo da diversi mesi. Sarebbe dovuto essere a dicembre, poi è slittata per l'insorgere di altri problemi. Vedremo, ma noi abbiamo questa proposta che verrà presentata – ripeto – entro brevissimo, alla stampa e a tutti. Sarà possibile commentarla tramite le modalità che utilizziamo sempre: tramite il sito internet», afferma la deputata. 

RENZI COME BERLUSCONI? - C'è davvero da parte del premier la volontà di apportare modifiche sostanziali alla Rai? «Per quello che ho visto in questi anni non mi sembra che ci sia tutta questa grossa volontà. Certo, è ovvio che Berlusconi agiva in maniera molto più sporca, tramite l'Editto Bulgaro, ad esempio, o anche tramite questo fax che è stato inviato dal consigliere Varro. Renzi, invece, è un pochino più scaltro. Francamente io non vedo grossissime differenze. Lo aspettiamo, comunque, alla prova dei fatti. Come lo aspettiamo alla prova dei fatti anche per quanto riguarda il canone Rai, ma non è cambiato nulla anche in quel senso. Non mi sento di dire che la sua proposta potrà essere migliore di qualsiasi altra proposta sia stata fatta in passato. Quindi noi aspettiamo, ma andiamo avanti per la nostra strada. Sicuramente premeremo per far discutere la nostra proposta di legge il prima possibile», conclude Mirella Liuzzi. 

BASTA POTERE POLITICO IN RAI - A confermare le parole della deputata pentastellata Liuzzi, arrivano le dichiarazioni del compagno di Movimento, nonché presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Roberto Fico. «La riforma del M5S sarà presentata a breve ed è una riforma che prevede il distacco definitivo tra qualsiasi tipo di potere e la scelta del Cda in Rai, che è uno dei temi che ha caratterizzata tutta la vita politica italiana con questo fenomeno terribile della lottizzazione dove i partiti dividevano anche le varie testate giornalistiche e le reti Rai che venivano date ai vari partiti», afferma il grillino Fico. «Ogni rete – continua il deputato – aveva un riferimento culturale, ogni TG aveva un riferimento partitico e alla fine ci siamo trovati nella situazione attuale, ovvero che non è rispettato il pluralismo dell’informazione fino in fondo, è un pluralismo politico mentre dobbiamo tornare a un pluralismo culturale dove vengono trattati tutti i temi della società e la società venga raccontata in modo libero e laico, e cerchiamo di arrivare a questo».

NUOVE MODALITÀ DI ELEZIONE CDA - Per Fico è necessario che l'attenzione si punti sui criteri di scelta del Consiglio di amministrazione dell'azienda: «Il modo in cui si sceglie il Cda, attraverso i poteri nuovi del Cda, attraverso il distacco definitivo tra potere governativo, potere politico e la scelta del Cda che dovrà essere indipendente e non più individuato con un meccanismo di lottizzazione». E continua, ancora il deputato in un'intervista al quotidiano online Key4Biz: «Ad esempio con la legge Gasparri, vengono individuati 7 consiglieri di amministrazione su 9 dalla Commissione di vigilanza. Prima che arrivassi io a presiedere la commissione sono stati eletti 7 consiglieri, ma cosa significa eleggere i consiglieri? Che i partiti si mettono d'accordo sui nomi da fare e li individuano»

PUNTARE SULLA TRASPARENZA - Il Movimento di Grillo punta, ancora una volta, sulla trasparenza e, riguardo le modalità di elezione, Fico afferma: l'elezione del Cda avverrà con «dei meccanismi, anche dei bandi di gara di evidenza pubblica, fai sì che i consiglieri di amministrazione non siano diretta emanazione dei partiti, ma siano emanazione rispetto a curricula, meritocrazia, rispetto a comprovata indipendenza, rispetto al fatto che magari il giorno prima non eri parlamentare e poi sei diventato Consigliere della Rai. Quindi con dei meccanismi di trasparenza e dei vincoli molto precisi su chi può diventare consigliere di amministrazione Rai e in questo modo rendi un consiglio di amministrazione libero, indipendente, e che vada a trattare tutti i nodi e le questioni della Rai», conclude il presidente della Commissione di Vigilanza Rai.