5 giugno 2020
Aggiornato 09:00
La Lega frena l'entusiasmo di Fi e alza un muro su Alfano

Fedriga: «Berlusconi si è ravveduto? Bene, ma a comandare siamo noi»

Nulla cambierà nella Lega, anche ora che si parla di nuovo accordo con Forza Italia. Lo assicura al DiariodelWeb il vicepresidente del gruppo al Senato Massimiliano Fedriga, che sottolinea come siano gli stessi cittadini a vedere nel Carroccio il nuovo punto di riferimento nel Centrodestra. Coerenza anche sulle unioni civili: per la Lega, la famiglia rimane una, nonostante le intemperanze di Tosi

ROMA – Da un Matteo all’altro. Silvio Berlusconi, nel giro di poche ore, con la rottura dell’asse con Renzi si è agilmente rivolto al Matteo milanese, colui che i sondaggi incoronano nuovo re del Centrodestra. Ma è il Carroccio, questa volta, a guidare il gioco: Forza Italia dovrà solo accodarsi. «Nella Lega non cambierà assolutamente niente», sottolinea Massimiliano Fedriga, vicepresidente del gruppo a Montecitorio. «Se Forza Italia vorrà ravvedersi sulle scelte compiute negli ultimi mesi, anzi, direi negli ultimi anni, benvenga. Ma, insomma, non è un problema nostro», tiene a specificare Fedriga. «Noi abbiamo sempre seguito, e seguiremo ancora, una linea di coerenza verso tutte le persone che hanno espresso il loro voto per la Lega, e verso il popolo che non si riconosce nel Pd e in Renzi».

FEDRIGA: SONO GLI ELETTORI A VEDERCI PUNTO DI RIFERIMENTO NEL CENTRODESTRA - Fedriga, dunque, conferma la linea «dura» di Salvini: se Il Mattinale, bollettino di Fi alla Camera, ha infatti parlato di un «abbraccio» con la Lega a 360 gradi, il segretario federale del Carroccio ha invece usato grande cautela prima di parlare di rinnovato «accordo». Almeno, a livello nazionale. Sulle regionali, se di «alleanza» si può parlare, lo si può fare, però, alle condizioni dettate dal partito di Salvini. «Il programma della Lega nel Centrodestra penso sia quello che raccoglie più consensi perché è alternativo a Renzi. E’ un programma coerente e trasparente. Quindi, non è una scelta che fa la Lega: è una scelta che fanno i cittadini quella di vedere come punto di riferimento la Lega Nord».

LA LEGA RIMANE SE STESSA. ANCHE SULLE UNIONI CIVILI - Una Lega, insomma, che, anche quando dialoga, sceglie con chi farlo e come farlo. Ncd, ad esempio, rea di aver sostenuto l’esecutivo, rimane esclusa dalle «trattative» su tutta la linea. Salvini ha infatti spergiurato che «è escluso che Lega e Ncd si possano presentare come alleati in qualunque competizione elettorale». Diverso, invece, il discorso con Forza Italia, che, come ha sottolineato Fedriga, pare essersi «ravveduta» dopo che il Nazareno si è infranto sul Quirinale. Un dialogo che, però, non snaturerà in alcun modo il Carroccio, chiarisce Fedriga, deciso a mantenersi coerente al mandato ricevuto dai suoi sempre più numerosi elettori. E questo vale anche in tema unioni civili, dopo che l’apertura del sindaco di Verona Tosi ai tanto vituperati «registri» ha provocato un piccolo terremoto nel partito. «Io sono contrario a registri di unioni tra persone dello stesso sesso», spiega Fedriga, facendosi portavoce della linea ufficiale del partito. «La famiglia è una. I diritti del singolo sono riconosciuti, in quanto tutti hanno la stessa, identica dignità, ma la famiglia è una, ed è tra uomo e donna, e se ci sono dei figli ancora meglio», conclude il vicepresidente del gruppo al Senato.

I BOCCONI AMARI DI FI E NCD - La Lega, dunque, rimane quella che conoscevamo: né Tosi, né tantomeno Berlusconi ne snatureranno l’identità programmatica. E parte di Forza Italia è ben consapevole di tale «subalternità»: sono molti a mettere in guardia l’ex Cavaliere sul pericolo di un «abbraccio mortale» con la Lega, anche memori del flop degli azzurri al voto in Emilia Romagna. Molti forzisti, soprattutto verdiniani, non sono convinti che la strategia giusta per il partito sia uno scontro frontale con Renzi, e non si rallegrano neppure all’idea di buttare all’aria l’accordo sulle riforme e sulla legge elettorale.  Ancora più complicata, la situazione di Ncd: definitivamente escluso dalla Lega alle regionali, il partito di Alfano potrebbe vedersi costretto ad appoggiare il candidato Pd in Campania, suscitando il malumore di molti propri parlamentari. Altro tema su cui Ncd potrebbe spaccarsi, quelle stesse unioni civili che, nonostante le intemperanze di Tosi, la Lega è ben decisa a non sostenere. Le indiscrezioni sulle aperture di Renzi in merito hanno infatti messo in allarme l’area cattolica del Nuovo Centrodestra. E ci si chiede come Alfano potrà tenere a bada i suoi uomini su questioni tanto scottanti.

FI AFFONDA, LA LEGA SPICCA IL VOLO - Insomma: più Forza Italia e Ncd traballano, più la Lega spicca il volo. La coerenza mostrata in tutti questi mesi, nel rimanere fermamente all’opposizione anche a costo di rischiare l’isolamento, alla fine l’ha premiata. Tanto che, ora, l’intera area di Centrodestra, Silvio Berlusconi in primis, pare pendere dalle sue labbra. Un destino amaro per l’ex Cavaliere, che, un tempo, di quello stesso Centrodestra era il faro più luminoso. Le cose, però, sono cambiate, e pare che oggi Forza Italia, non possa proprio fare a meno di appoggiarsi a uno dei due «Mattei», quale esso sia. Il rischio più grande per gli azzurri, però, è che il passaggio dall’uno all’altro Matteo si traduca, di fatto, nello scivolamento da una subalternità all'altra. E, intanto, il Carroccio avanza sempre più spedito nella sua corsa verso la sovranità del Centrodestra. 

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