23 settembre 2020
Aggiornato 05:00
Denuncia del procuratore capo di Roma

Pignatone: «Il Lazio in mano a malavita, illegalità e convenienza»

La mafia esiste. Anche a Roma e nel Lazio. Oggi ne parla Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, in occasione della presentazione del terzo rapporto dell'Osservatorio sulla legalità nell'economica svolto da un dipartimento dell'Ateneo. Pignatone testimonia la gravità della situazione entro i confini laziali, in cui gioco d'azzardo e riciclaggio sembra essere le piaghe peggiori.

ROMA - Non regge più la storia di una mafia presente e operante solo al Sud. E non regge più la storia del mafioso con la lupara. No, la mafia di oggi è la mafia silente del riciclaggio di denaro sporco. E' la mafia dei colletti bianchi, quella che si muove discreta e fa affari. Dalla Sicilia, dalla Campania e dalla Calabria, la criminalità organizzata ha saputo, nel giro di non troppi decenni, costruire una rete di affari distante centinaia e centinaia di chilometri da casa: Lazio, Emilia Romagna, Lombardia e Liguria sembrano aver accolto senza troppe opposizioni la mafia contemporanea. La criminalità organizzata ha saputo adattarsi al mutamento dei tempi, cambiando esigenze e rimodellando i propri business. Oggi, infatti, gli affari mafiosi si allontanano da quelli 'ortodossi' di un tempo. Niente armi, poco spaccio - per cui spesso i giri vengono appaltati a mafie straniere -: cresce sempre più l'interesse della criminalità organizzata per slot machine e gioco d'azzardo. 

RICICLAGGIO E GIOCO D'AZZARDO - A parlarne e a toccare argomenti così delicati e di estremo interesse comune, oggi,  è il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, in occasione della presentazione del terzo rapporto dell'Osservatorio sulla legalità nell'economica svolto da un dipartimento dell'Ateneo. Pignatone testimonia la gravità della situazione entro i confini laziali, rilevata grazie alle numerose indagini che, negli ultimi tempi, sono state condotte sul territorio. Secondo quanto affermato da Pignatone, infatti, il Lazio sarebbe una delle Regione a più alta concentrazione di attività riconducibili alla criminalità organizzata. Afferma il procuratore capo: «E' impressionante vedere come il Lazio sia la seconda regione in attività illecite quali il riciclaggio, i reati economici ed il gioco d'azzardo»