12 aprile 2021
Aggiornato 20:30
Per l'On. Sandra Zampa (Pd), ora si fa poco e male

Giornata dei diritti dell'infanzia, «Contro la povertà, unico centro decisionale»

Sono almeno un milione e mezzo, in Italia, i minori che vivono in condizioni di povertà. E la rapidità con cui il fenomeno cresce, soprattutto a fronte della recessione e della crisi economica, è a dir poco preoccupante. Per Sandra Zampa, fondamentale, dunque, un aumento delle risorse stanziate, e un totale ripensamento del modo di operare del Parlamento e delle Commissioni che prendono decisioni

Bolognese, classe 1956, giornalista professionista, dal 2008 parlamentare del Pd – civatiana all’epoca delle Primarie 2013 – e attuale vicepresidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Sandra Zampa, a poche ore dalla presentazione della mozione contro la povertà materiale e educativa dei minori e in occasione della Giornata mondiale dell’Infanzia, rilascia un ricca dichiarazione al DiariodelWeb.it in merito alla delicatissima questione dei minori.

ROMA - «I dati relativi alla povertà educativa sono preoccupanti, sia per l’intensità, che per la rapidità con cui il fenomeno è avanzato. In un anno, dal 2013 rispetto al 2012, si è registrato un incremento di povertà minorile del 30 %», sottolinea Sandra Zampa. «Quindi, quelle poche misure messe in atto sono scarse dal punto di vista della copertura delle risorse, ma sono anche inefficaci o, perlomeno, scarsamente efficaci. In generale, si è trattato infatti di trasferimenti monetari, su modello social card, tanto caro al governo Berlusconi, e il trasferimento monetario non risulta capace di intervenire sulla povertà materiale e su quella educativa. Se noi vogliamo recuperare, reintegrare e non avere in atto un fenomeno progressivamente escludente per i minori, noi dobbiamo garantire dei servizi all’infanzia: dal nido, alla scuola a tempo pieno, fino alla disponibilità dei testi e alle mense – ricordo in proposito che ci sono città e comuni del Nord in cui ci sono state indicazioni dei sindaci perché i bimbi che non erano in grado di pagare la mensa venissero esclusi, ed è avvenuto addirittura che si proponesse un menù di serie A e un menù di serie B».

Il governo sta facendo abbastanza per affrontare il problema?
«Questo governo ha restituito una parte dei fondi per l’infanzia e per l’adolescenza che erano stati tagliati, ma siamo di fronte a un trasferimento meramente monetario», ammette. «E’ però in arrivo la riforma sulla buona scuola, che dovrebbe andare sulla buona strada. Tuttavia, occorre un atto rivoluzionario; bisogna invertire il modo con cui guardiamo a questo tema: serve un piano straordinario contro la povertà minorile. Siamo uno dei Paesi del G8, non possiamo pensare che abbiamo 1 milione e mezzo di bambini poveri, e che al Sud le cose vanno sempre peggio. La viceministro Guerra del governo Monti-Letta aveva dichiarato che si stanno accorciando le distanze Nord-Sud perché sta peggiorando il Nord: mi pare evidente che questo non sia accettabile», dichiara l'Onorevole. «Occorre dare un segnale forte: Obama lo fece la sera della sua prima elezione, in cui annunciò un grande investimento sulle scuole, sulla formazione primaria dei bambini americani. Questo fu il primo grande investimento annunciato da Obama», prosegue. «Io credo che noi dovremmo fare un piano straordinario contro la povertà materiale e educativa e riformare completamente il modo in cui si opera: tutto è molto frammentato, occorre una cabina di regia presso la Conferenza Stato-Regioni e dovrebbe farne parte il garante nazionale dell’infanzia, a cui non si può lasciare unicamente la funzione sporgere denuncia. L’altra riforma che deve essere fatta riguarda il modo di operare del Parlamento, a partire dalla Commissione di cui io sono vicepresidente. E’ venuto il tempo in cui noi la ripensiamo: fa solo indagini conoscitive e svolge un ruolo poco di più che di moral suasion, e questo non può funzionare. Personalmente, posso dire che si ti sta a cuore ciò di cui ti occupi, questo è frustrante, perché vedi i problemi e non riesci a interferire con chi prende i provvedimenti. La Commissione deve quindi diventare una monocamerale con le prerogative delle altre Commissioni, e, attraverso di essa, devono passare tutti i provvedimenti che impattano sulla vita del minore – dalla scuola, alla stessa legge di bilancio –», conclude.