18 luglio 2024
Aggiornato 04:30
L'Istituto di Vulcanologia a rischio smantellamento

Siamo destinati a piangere anche sui vulcani?

Dopo la sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila che ha assolto i membri della Commissione Grandi Rischi, si apre un'altra ombra sulla sicurezza geofisica del Belpaese. Caos all'Istituto di Vulcanologia, per il presunto conflitto d'interessi che interessa i suoi vertici: a rischio il nuovo piano di assunzioni, il corretto funzionamento dell'ente e l'incolumità di tanti cittadini italiani

ROMA - «Nell'aprile del 2009 non abbiamo mai escluso terremoti in Abruzzo, anzi, abbiamo detto e scritto che l'aquilano è la zona più sismica d'Europa». Lo ha spiegato Enzo Boschi, sismologo e vulcanologo, che alla «Telefonata» su Canale 5 ha commentato la sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila di ieri, che lo ha assolto insieme agli altri membri della Commissione Grandi Rischi. Boschi ha spiegato che i 309 morti del terremoto «sono sulla coscienza di chi ha permesso che si costruissero case di cartone: negli ultimi 40 anni si è edificato al risparmio. Basta andare nei centri storici dei paese, così come anche in quello dell'Aquila, per vedere che le case più vecchie hanno resistito meglio». Unica condanna in appello quella di Bernardo De Bernardinis, ex vice capo del settore tecnico della Protezione Civile, per il quale la pena è stata ridotta a due anni.

INTERPELLANZA URGENTE SULL'ISTITUTO DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA - La sentenza ha suscitato nel Paese grande scalpore: accolta in aula a suon di  "vergogna, vergogna», ha provocato anche lo «sconcerto» del procuratore generale dell'Aquila Romolo Como. Peccato che, il 3 novembre scorso, veniva sottoposta alla Camera un'interpellanza urgente per portare all'attenzione dei parlamentari la situazione di stallo che coinvolge ormai da tempo i vertici dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, passata totalmente inosservata da parte dei media nazionali. Gli interpellanti hanno sottolineato come l'Istituto sia «un prestigioso ente di ricerca ben noto nella comunità scientifica internazionale e centro di competenza essenziale nel Servizio nazionale della protezione civile»: fondamentale, dunque, il suo ruolo nella prevenzione di disastri e calamità naturali, specialmente in aree particolarmente popolate, come è quella dominata dall'imponente e minaccioso Vesuvio.

SOSPETTI DI CONFLITTO D'INTERESSI AL VERTICE DELL'ENTE - Dallo scorso giugno, infatti, giacciono sul tavolo delle ministre Federica Guidi e Stefania Giannini le note diramate dal Collegio dei revisori del prestigioso ente, che avrebbero «ravvisato incompatibilità in capo alla quasi totalità dei componenti del Cda, che ricoprirebbero incarichi in conflitto di interesse con la carica di membro dello stesso consiglio di amministrazione». Secondo gli interpellanti, la situazione si rivela «sempre più preoccupante e non priva di strumentalizzazioni», soprattutto perchè, «nonostante esaustivi chiarimenti e confutazioni delle ipotesi di incompatibilità da parte del presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e di tre componenti su cinque del consiglio di amministrazione», il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca «ha invitato il consiglio di amministrazione [...] a non deliberare su "temi sensibili", senza peraltro specificarne la natura e senza alcun riferimento alle controdeduzioni dei componenti del consiglio di amministrazione, altrettanto legittime».

PRESUNTI TENTATIVI DI FAR COMMISSARIARE L'ENTE, A DISCAPITO DEL PIANO DI ASSUNZIONI - Per il senatore M5S Gianni Girotto, uno dei principali firmatari della prima interrogazione che ha portato all'attenzione delle ministre della Pubblica Istruzione e dello Sviluppo economico il presunto conflitto di interessi, «Non è concepibile che ricadano sospetti di opacità su un'istituzione pubblica di tale rilievo. I cittadini devono potersi fidare dell'Ingv, che dovrebbe rassicurare o allarmare con imparziale sincerità sui rischi della natura: da quello sismico a quello idrogeologico». Tuttavia, secondo l'ultima interpellanza dello scorso 3 novembre, si sarebbero verificate delle anomalie nella «seduta del collegio dei revisori [...], per il fatto che alla riunione ha preso parte anche un membro supplente, il quale avrebbe sottoscritto il relativo verbale in apparente contrasto con norme regolamentari [...], circostanza che avrebbe inficiato il collegio». Inoltre, la «seduta del consiglio di amministrazione, convocata d'urgenza dal Presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per il 15 ottobre 2014, nel cui ordine del giorno erano previste comunicazioni riguardanti l'attuazione del piano di assunzioni del personale e la situazione della direzione generale dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia», sarebbe stata rinviata «a causa di una nota del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca notificata la stessa mattina, con cui veniva convocata una riunione al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca due giorni dopo". Insomma, secondo l'interpellanza, sempre più evidenti sarebbero stati «i tentativi mirati a far commissariare l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, evento quello di un commissariamento che risulterebbe non solo infondato ed ingiustificato, ma devastante per l'assetto dell'ente di ricerca e compromissorio dell'urgenza attuativa del piano di assunzioni»

SI PROCEDA ALLE ASSUNZIONI E SI RESTITUISCANO ALL'ENTE I SUOI POTERI - Gli interpellanti chiedono quindi al Ministero della Pubblica Istruzione, con la necessaria urgenza, «di restituire al consiglio d'amministrazione dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la pienezza dei suoi poteri, passando con ogni sollecitudine all'attuazione del piano di assunzioni con il contingente dei primi 40 posti entro il corrente anno e scongiurando la perdita della posta di spesa già attribuita». La preoccupazione, insomma, è che, dopo i tanti morti dei terremoti, l'Italia non si ritrovi a piangere anche sui suoi vulcani.