15 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
I leghisti contro Renzi

1000 emendamenti: "Non ce la farete"

Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato, definisce imbarazzante la renziana Boschi; anche Paolo Arrigoni fa eco alle parole dell'amico leghista, accusando il governo di voler instaurare una dittatura. L'unica voce rassicurante fuori dal coro giunge da Romani, capogruppo di Fi, che resta fedele al Patto del Nazareno.

ROMA - Mentre si svolge il confronto tra M5s e Pd, anche il centrodestra fa sentire la sua voce: c'é chi si stringe a Renzi, nel pieno rispetto del patto del Nazareno, e chi dichiara guerra aperta alla Riforma Costituzionale.   

Centinaio: Questa Riforma è schifosa!

Particolarmente dura l'opposizione del capogruppo della Lega Nord al Senato, Gian Marco Centinaio: «La mancanza di rispetto della Boschi è imbarazzante, non si fa nemmeno vedere in aula e non ascolta le proposte dell'opposizione anche quando queste vanno nella direzione di discutere di quelle che loro stessi definiscono priorità per il paese come la competitività, la cultura e il turismo. Hanno deciso per un calendario che rimanda tutto a dopo le riforme. Scelta che di certo non inciderà in senso positivo nella vita dei cittadini né rilancerà l'economia. Cercano di portare a casa una riforma costituzionale che non esito a definire schifosa. Tratteremo 1850 emendamenti e questa riforma non la porteranno a casa mai".

Romani: Ce la faremo

Decisamente più rassicurante per il governo Renzi l'atteggiamento del capogruppo di Fi, Romani: «Abbiamo votato a favore del calendario dell'Aula che dà la precedenza alle riforme", ha spiegato «perchè i decreti non sono ancora pronti, e comunque non c'è problema perchè possiamo lavorare i primi dieci giorni di agosto sulle riforme e sui decreti. L'8 agosto saremo qui - ha assicurato Romani - e nonostante 7mila emendamenti alle riforme non siano pochi, sono sicuro che finiremo".

Il capogruppo di Fi ha anche sottolineato che «seimila emendamenti, sono stati presentati da Sel e dunque si tratta di una resa dei conti a sinistra". Quanto a quelli dei dissidenti di Fi ha puntualizzato: «Non sono mille e comunque 700 sono del gruppo Gal non di Fi, il nostro gruppo ne ha presentati 150".

Arrigoni: Il Pd vuole una dittatura renziana

Di tutt'altra natura le parole di Paolo Arrigoni (Lega Nord), in Aula nel corso della discussione sulle riforme:"Il governo sta facendo pressioni per trasformare la partita delle riforme in una macelleria istituzionale. Dopo la (finta) abolizione delle Province, ora è il turno del Senato. L'obiettivo finale del Pd è garantirsi le poltrone di comando. Si prepara un nuovo regime di marca renziana".

«Il combinato disposto del ddl costituzionale e dell'Italicum rischia di spianare la strada alla dittatura del partito di maggioranza relativa - avverte Arrigoni - "se sarà imposta la ghigliottina sulla discussione parlamentare, Renzi rischia di rimanere vittima della sua stessa spregiudicatezza, come accaduto a Monti". Per Arrigoni la vera riforma mancata "è stata la devolution del 2006, vittima della campagna denigratoria della sinistra. Se fosse passata oggi ci troveremmo con un senato delle autonomie, meno parlamentari, più forza ai territori e massima governabilità. Il Pd dovrebbe chiedere scusa per quell'ostruzionismo".