2 giugno 2020
Aggiornato 13:30
Legge elettorale

Pini (Pd): il democratellum non l'ha votato nessuno

La deputata del Partito democratico: «Quando si dice che la proposta dei Cinquestelle è nata dai cittadini si dice il falso. Non è che la proposta di legge elettorale a prima firma Toninelli e sottoscritta da tutto il gruppo del Movimento 5 stelle alla Camera dei Deputati presentata il 4 ottobre 2013 con alcune piccole modifiche»

ROMA - La nuova fase «dialogante» del Movimento 5 stelle non raccoglie grandi simpatie all'interno del Partito democratico. Un esempio di questa attitudine è il commento sul Democratellum pubblicato su Leftwing.it dalla deputata emiliana Giuditta Pini.

DEMOCRATELLUM NON È NATO SUL WEB - «Quando si dice che la proposta dei Cinquestelle è nata dai cittadini - scrive l'esponente democratica - si dice il falso. Non solo per le modalità (al massimo si potrà dire che è quella preferita dalla maggioranza dei frequentatori del blog), ma anche nel merito. Il Democratellum, come è stato rinominato, altro non è che la proposta di legge elettorale a prima firma Toninelli e sottoscritta da tutto il gruppo del Movimento 5 stelle alla Camera dei Deputati presentata il 4 ottobre 2013 con alcune piccole modifiche».

SI INGANNA ELETTORATO - In effetti non è un segreto che a elaborare il testo «nato dalla rete», sottoponendo le diverse opzioni agli attivisti registrati sul blog di Beppe Grillo, sono stati gli stessi esperti che avevano costruito la proposta precedentemente depositata: il deputato Danilo Toninelli e il consulente esterno Aldo Giannuli. «Avere delle proposte di legge che siano condivise dal proprio elettorato è una cosa bella e giusta, altra cosa - commenta Pini dopo aver illustrato differenze e similitudini fra il vecchio e il nuovo testo della proposta dei parlamentari stellati - è ingannare il proprio elettorato facendogli credere di sottostare alle loro decisioni. Per questi motivi è importante che in questo paese si inizi una discussione seria sui partiti, che devono essere comunità di persone che si riuniscono, si incontrano, discutono, non cliccatori di bottoni. La democrazia del web dovrebbe essere aggregante, non discriminatoria, evidentemente il partito italiano che se ne faceva promotore ha fallito proprio su questo. Tocca a noi sorvegliare e costruire un'alternativa vera e credibile».

DIALOGO SENZA PRESE IN GIRO - «Quindi, per tornare all'inizio di questo articolo, ben venga il dialogo con il Movimento 5 stelle sulla legge elettorale, ma per favore - conclude Giuditta Pini - non iniziamo questo difficile percorso politico e democratico prendendo in giro i cittadini».

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