16 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
Corruzione

Renzi: combattere la corruzione «è semplice»

Il premier: «La semplicita è la prima regole per evitare giochini sulle tangenti. Ci vuole chiarezza su regole e semplicità. Le mazzette nascono da un sistema complicato, arzigogolato fatto per anni e decenni puntando sulla difficoltà degli interventi»

VERONA - «La vicenda Mose ha più piani. In Italia, a mio giudizio, per tanto tempo si è pensato che le infrastrastrutture pubbliche non siano di nessuno, quindi chi si è aggiudicato un appalto si è sentito titolato a praticare rialzo sull'opera pubblica e poi c'era da sistemare gli amici degli amici... Nella prima Repubblica funzionava così e abbiamo visto come è finita». Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Gambellara all'assemblea degli industriali di Vicenza e Verona.

CHI HA SBAGLIATO PAGHI - «Non entro nel merito - ha avvertito Renzi - penso che il Mose sarà all'avanguardia, che aiuterà Venezia, sono certo che chi ha sbagliato, e parlo dei politici, ha il dovere di pagare. Non è pensabile che tra vent'anni tornino gli stessi corrotti e corruttori, perché questo fa cadere le gote. Inoltre dobbiamo avere una certezza, quella che noi siamo in grado di fare infrastrutture senza tangenti. Credo nella capacità del popolo veneto», ha concluso.

TANGENTI FRUTTO DI COMPLICAZIONI ITALIA - Il presidente del Consiglio ha poi parlato della corruzione: «In questo paese le tangenti, che hanno riguardato politica e politici e io sono stato il primo a dire nel mio partito che chi ha sbagliato è giusto che paghi, senza se e senza ma e senza tante scuse, nascono da un sistema complicato, da un sistema arzigogolato fatto per anni e decenni puntando sulla difficoltà degli interventi»

SEMPLICITÀ PRIMA REGOLA ANTICORRUZIONE - «La semplicita è la prima regole per evitare giochini sulle tangenti. Ci vuole chiarezza su regole e semplicità», ha concluso Renzi.