14 giugno 2021
Aggiornato 03:30
Forza Italia

Fi non crede all'apertura di Grillo a Renzi

Sisto: «Mi auguro che per il Movimento 5 Stelle sia davvero in vista un cambiamento di metodo nel confronto con le altre forze politiche ma temo che si risolverà solo in una azione di disturbo dell'asse Forza Italia-Pd». Abrignani: «Se davvero ci fosse una loro disponibilità sulle riforme, dico ai grillini benvenuti in Parlamento»

ROMA - In Forza Italia si guarda con un certo scetticismo l'apertura del Movimento 5 stelle ad un dialogo con il governo di Renzi sulla legge elettorale.

SISTO, AZIONE DI DISTURBO - Francesco Paolo Sisto (Fi), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, spiega: «Mi auguro che per il Movimento 5 Stelle sia davvero in vista un cambiamento di metodo nel confronto con le altre forze politiche e nell'atteggiamento parlamentare, ma temo che l'apertura di Grillo al dialogo sulla legge elettorale si risolverà solo in una azione di disturbo dell'asse Forza Italia-Pd»

RIFORME DEVONO ESSERE CONDIVISE - «L'avversione di Grillo per il Pd, infatti - prosegue - è evidente ogni giorno in Aula. Nel progetto iniziale delle riforme, il cosiddetto 'patto del Nazareno', era previsto il completamento di ciascun provvedimento per poi passare al successivo, perché non c'è niente di più inesistente di una mezza legge che poi, fatalmente, nel tempo diventa opera incompiuta e, quindi, inutilizzabile. Ecco, dopo il brusco stop subito al Senato dalla legge elettorale, non vorrei che l'Italicum diventasse il 'residuo bellico' di un periodo di riforme che fu. D'altra parte, non si comprende perché il governo abbia deciso di anteporre la riforma del Senato, che peraltro, così com'è, presenta diversi problemi di costituzionalità, a quella elettorale. L'impressione è che questa decisione sia dovuta a valutazioni che non hanno nulla a che fare con le riforme e molto con le contingenze e le convenienze legate alle sopravvenienze politiche , fra cui le recenti elezioni. Ma accomunare le grandi riforme ai temi della politica è sbagliato perché, riproponendo le peculiarità e le beghe legate alle appartenenze, difficilmente poi si riescono a portare a termine riforme condivise».

ABRIGANI, NOI VOGLIAMO RIFORME DA 2006 - Ignazio Abrignani (Fi), questa mattina ad Agorà, su Rai Tre​ ha ironizzato: «Se davvero ci fosse una loro disponibilità sulle riforme, dico ai grillini benvenuti in Parlamento. Se per la prima volta ci fosse da parte loro l'idea di sedersi a un tavolo, sarebbe un fatto positivo. Per quanto ci riguarda, noi le riforme le vogliamo dal 2006. La cosa non ci preoccupa, le riforme si fanno tutti insieme»

SERVE NUOVO INCONTRO RENZI BERLUSCONI - «Il patto del Nazareno rischia? In questi tre mesi - osserva -c'è stato dibattito, si parla di un nuovo incontro tra Berlusconi e Renzi. Se quel patto va cambiato, serve un nuovo incontro, ma non per la proposta di Grillo. Se ci dovrà essere questo incontro, non dovrà essere troppo in là».