11 dicembre 2019
Aggiornato 08:30

Brunetta: «Basta con l'ossessione di Maastricht»

E' quanto scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da «Il Giornale»: Serve una sorta di accordo istituzionale italiano, perché il nostro Paese conta più di un partito.

ROMA - «Una volta tanto siamo d'accordo con il presidente del Consiglio Matteo Renzi quando per l'Europa dice: 'No a chi propone vecchie politiche'. Quando promuove un totale cambio di linea rispetto all'appiattimento colpevole, negli anni della crisi, delle istituzioni europee». E' quanto scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, in un editoriale pubblicato da 'Il Giornale'.

«Proprio per avviare questo cambio di rotta in Europa serve - spiega - unità bipartisan: una sorta di accordo istituzionale italiano, perché il nostro Paese conta più di un partito. A ben analizzare i risultati elettorali, infatti, il nostro è il capo di governo più votato in Ue, ma l'Italia è anche il Paese che manda al Parlamento europeo il più alto numero di anti euro. D'altra parte, il Pd è il primo gruppo nazionale nel Pse e Forza Italia ha un gruppo europeo certamente indebolito, ma pur sempre decisivo per la maggioranza Ppe, magari assieme ai popolari spagnoli».

«Su questi quattro fattori - insiste Brunetta - può essere costruita la forza italiana e la gestione di un semestre di presidenza che può assumere un peso decisivo per il futuro dell'Europa. Un'occasione unica per il nostro Paese, per dare l'imprinting all'intera legislatura europea. E in questa operazione deve valere la collaborazione tra le forze politiche. Si rende necessario, cioè, un idem sentire in Europa, forse ancora più importante dell'idem sentire in Italia».
«Basta sangue, sudore e lacrime, ma grandi riforme, grandi progetti di ammodernamento e di rinnovamento del continente e del paese. Basta - prosegue - con l'ossessione di Maastricht. New deal. In Italia e in Europa. Finirla con gli egoismi, gli egemonismi. Regole e spirito nuovo».

«Se questa sarà la linea europea, allora, non può non derivare un cambio di politica economica anche in Italia. Occorre - sottolinea Brunetta - una riforma fiscale seria. Serve una strategia definita e definitiva sulla casa, che restituisca ai cittadini il diritto di sapere quali tasse si pagano, quando si pagano, per quali importi e di poter programmare le proprie spese. Serve aumentare la produttività del lavoro e la competitività delle imprese, per combattere una disoccupazione ormai intollerabile, anche attraverso la detassazione e la decontribuzione delle nuove assunzioni di giovani. Serve la riforma della Pubblica amministrazione, che includa, tra l' altro, il passaggio dalle autorizzazioni ex ante ai controlli ex post. E la riforma della giustizia».

«Tutti interventi - conclude il capogruppo di Fi - annunciati dal presidente del Consiglio, ma rimasti irrealizzati o rinviati a leggi delega dall'iter lungo e complicato in Parlamento. Su tutto questo Renzi deve fare autocritica. Se, con il supporto di tutte le forze politiche, riesce a procurare un'inversione di rotta in Europa, non può non essere coerente in Italia».