29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
Mafie

Palermo: arrestati capi mafia di Bagheria, Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia

Un durissimo colpo è stato inferto dai carabinieri di Palermo nei confronti del mandamento mafioso. I militari hanno eseguito 31 provvedimenti di fermo

PALERMO - Un durissimo colpo è stato inferto dai carabinieri di Palermo nei confronti del mandamento mafioso di Bagheria. I militari hanno eseguito 31 provvedimenti di fermo che hanno interessato storici capi clan e singoli capi famiglia, tra cui quelli di Bagheria e Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia oltre a diversi altri esponenti di spicco di Cosa nostra. L'operazione, denominata "Reset", ha visto l'impiego di circa 500 militari. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Dda, che ha coordinato l'indagine. Le accuse nei confronti dei fermati sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, sequestro di persona, estorsione, rapina, detenzione illecita di armi da fuoco e danneggiamento a seguito di incendio. Quello di Bagheria rappresenta da sempre uno dei mandamenti maggiormente strategici sullo scacchiere di Cosa nostra siciliana. I magistrati hanno fatto luce sui nuovi assetti interni all'organizzazione, individuando una struttura, il "direttorio", dal cui capo partivano tutte le decisioni e al quale doveva obbedire anche il reggente del mandamento.

OMICIDI ED ESTORSIONI - L'operazione "Reset" ha consentito di ricostruire e individuare gli esecutori materiali dell'omicidio di Antonino Canu, avvenuto a Caccamo il 27 gennaio 2006, e del tentato omicidio di Nicasio Salerno, avvenuto sempre nel paese in provincia di Palermo il 23 agosto 2005. Gli inquirenti sono riusciti a raccogliere anche informazioni su 44 casi di estorsione, quattro danneggiamenti a seguito di incendio, una rapina e una tentata rapina. Quattro i progetti di rapina sventati grazie all'intervento "preventivo" dei carabinieri. A capo del "direttorio", la struttura che nel tempo ha sostituito la commissione provinciale, c'era il cosiddetto "testa dell'acqua", al quale tutti gli altri elementi dell'organizzazione dovevano obbedire. L'operazione dei carabinieri ha potuto contare sul contributo di numerosi commercianti che si sono ribellati al pizzo imposto da Cosa nostra, e di due collaboratori di giustizia, in passanti esponenti del mandamento bagherese. 

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