25 febbraio 2021
Aggiornato 14:00
Ambiente

L'Italia è una discarica high-tech abusiva

Nel nostro Paese il 70% dei rifiuti tecnologici non vengono smaltiti all'interno del sistema legale. Secondo Legambiente prospera un fiorente mercato illecito fatto di discariche abusive e traffici anche internazionali: criminalità ambientale che sfruttando il lavoro nero e la manodopera a basso costo, sottrae profitti all'economia legale e alimenta il business delle ecomafie

ROMA – In Italia non vengono smaltiti correttamente il 70 per cento dei rifiuti «tecnologici». Frigoriferi, scaldabagni, tv, telefonini, pc e stampanti ma anche giocattoli e lampadine finiscono sempre di più tra i nostri rifiuti. Ma dovrebbero prendere una via diversa, quello dello smaltimento speciale a causa delle numerose sostanze tossiche che contengono al loro interno come i metalli pesanti.

Il loro trattamento richiede particolari attenzioni per recuperare i materiali pregiati, evitare i danni ambientali con la contaminazione del terreno e delle falde e tutelare la salute. Nel 2012 i rifiuti elettrici (Raee) prodotti in Italia ammontavano a 800 mila tonnellate, contro i 10 milioni di tonnellate prodotti in Europa e 50 milioni prodotti nel mondo. Secondo un dossier di Legambiente e del Centro Coordinamento Raee, attorno al mercato legale prospera infatti un fiorente mercato illecito fatto di discariche abusive e traffici illeciti anche internazionali: criminalità ambientale che sfruttando il lavoro nero e la manodopera a basso costo, sottrae profitti all'economia legale e alimenta il business delle ecomafie.

Tra il 2009 e il 2013 le forze dell'ordine hanno sequestrato ben 299 discariche abusive concentrate soprattutto in Puglia (13,4% del totale), in Campania (12,7%), Calabria e Toscana (11%).