21 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Marijuana

Liberalizzazione della cannabis: Giovanardi (Ncd): «Contrari a uso ricreativo»

RP | RP | RP | RP | Il senatore padre dell'attuale norma sulle droghe spiega: «La mia legge ha completamente depenalizzato il consumo di ogni tipo di sostanza stupefacente, l'uso terapeutico della canapa in Italia è già legale dietro presentazione di ricetta medica, i tossicodipendenti che hanno commesso reati non devono stare in carcere ma curarsi presso strutture pubbliche o comunità di recupero

ROMA – Continua la discussione fra le forze politiche sulla depenalizzazione della cannabis. Il senatore del Nuovo centrodestra (Ncd), Carlo Giovanardi ha difeso la legge che porta anche il suo nome: «Rispondo con certosina pazienza a Nichi Vendola, all'assessore leghista della Lombardia Gianni Fava e ai tanti sprovveduti che non sanno di cosa parlano quando straparlano di droga, che la mia legge ha completamente depenalizzato il consumo personale di ogni tipo di sostanza stupefacente, l'uso terapeutico della cannabis in Italia è già legale dietro presentazione di ricetta medica, i tossicodipendenti che hanno commesso reati (spaccio, furti, borseggi, violenze ecc.) che comportano condanne sino a sei anni, non devono stare in carcere ma curarsi presso strutture pubbliche o comunità di recupero (cosa che oggi purtroppo non sempre avviene perché alcune regioni non pagano le rette alle comunità)».

 

SINISTRA SCHIZZOFRENICA - In una nota Giovanardi ha proseguito: «Se l'obiettivo di questi signori invece è quello di liberalizzare l'uso di cannabinoidi per scopi ricreativi con effetti devastanti sulla salute, aumenti esponenziali dei costi socio sanitari e avvio al consumo di altri tipi di droga (eroina e cocaina) la nostra contrarietà è assoluta». Il senatore ha concluso: «Purtroppo abbiamo a che fare con una sinistra schizofrenica che mentre propone la liberalizzazione della cannabis, in questi giorni in Parlamento sostiene tenacemente il surreale comma 3 lettera f) della delega al governo sul benessere animale che testualmente chiede al governo di 'vietare l'utilizzo di animali (topi compresi ndr) per le ricerche sulle sostanze d'abuso'».

 

MANCONI (PD), LEGALIZZARE CIO' CHE E' DEPENALIZZATO - Il senatore del Partito democratico (Pd) Luigi Manconi, primo firmatario del disegno di legge sulla depenalizzazione della cannabis, ha spiegato la sua posizione: «Liberalizzazione corrisponde esattamente al regime in vigore oggi in Italia. Ovvero la possibilità di acquistare sostanze stupefacenti a qualunque ora del giorno e della notte, in qualunque via o piazza delle nostre città, presso un grandissimo numero di piccoli esercizi commerciali illegali: gli spacciatori. Legalizzazione è il suo opposto ed è il quadro e la prospettiva in cui collocare il disegno di legge sulla depenalizzazione dei derivati della cannabis da me presentato ieri in Senato».

EQUIPARARE CANNABIS AD ALCOOL E TABACCO - Il Democratico ha proseguito: «Legalizzazione, cioè, come regolamentazione di produzione, commercio e consumo di hashish e marijuana, all'interno di un sistema di vincoli e limiti, di tassazione e controllo. Il medesimo regime, cioè, al quale vengono sottoposte sostanze perfettamente legali come alcol e tabacco; sostanze il cui abuso produce conseguenze gravi ed effetti nocivi, probabilmente più delle conseguenze gravi e degli effetti nocivi determinati dall'abuso di derivati della cannabis. Dunque, a chi si dice contrario alla liberalizzazione delle droghe leggere rispondo che la mia prospettiva è opposta: la legalizzazione di queste ultime. Ma dico anche che il disegno di legge da me presentato - tenendo conto del quadro normativo e dei rapporti di forza politici si limita a intervenire, come da tantissimi auspicato, sulla Fini-Giovanardi per abrogarne le norme più illiberali e regressive: quelle che producono criminalizzazione e carcerizzazione del consumatore», ha concluso Manconi.

 

SEL LIGURIA, PRESENTEREMO LEGGE A PARLAMENTO - Intanto il capogruppo di Sinistra ecologia e libertà (Sel) in Regione Liguria, Alessandro Benzi, e l'assessore regionale allo Sport e al tempo libero Matteo Rossi hanno annunciato una «legge-voto» da sottoporre ad un ramo del Parlamento sul tema della liberalizzazione delle droghe leggere che parta dalla Liguria, una delle prime Regioni italiane ad avere approvato l'utilizzo terapeutico di farmaci a base di cannabinoidi. «Entro la fine del mese di gennaio - ha detto Benzi - porteremo la nostra proposta all'attenzione del Consiglio regionale. Auspichiamo che una discussione laica possa far sì che la Liguria sia la capofila di questo processo di innovazione sociale e culturale».

La legge, che prevede la distinzione tra droghe pesanti e leggere, la tassazione della produzione e dell'utilizzo di cannabis, la regolamentazione e il controllo dell'uso a fine personale e incentivi per chi sia intenzionato a riqualificare terreni incolti attraverso la coltivazione della canapa, dovrà essere approvata dal consiglio regionale per poi essere vagliata dalle Camere.

«In queste ore - ha affermato Rossi - torna di attualità una battaglia che in troppi, fino a ieri, giudicavano di retroguardia. Mi piacerebbe che il tema della cannabis libera venisse affrontato nella sua complessità perché legalizzare significa creare economia pulita, legalizzare significa togliere ossigeno alla criminalità, significa fare formazione e informazione, significa rendere accessibili terapie mediche dai risultati scientificamente provati». Secondo Rossi, «oggi bisogna andare oltre la presa di posizione e non importa che a parlarne sia la Lega Nord, Sel, il Pd o i Radicali. Serve un cambiamento. Un cambiamento che può partire dalla nostra Regione».

«In tal senso -ha concluso l'assessore - la Liguria, per clima e spazi utilizzabili e per tradizione vivaistica, potrebbe essere un polo sperimentale e potrebbe vedere lo sviluppo di una attività di ricerca già portata avanti, ad esempio, da alcuni studiosi dell'Istituto Italiano di Tecnologia».

 

FDI, MAGGIORANZA DISTOGLIE ATTENZIONE DA CRISI - Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d`Italia (Fdi) al Parlamento europeo ha commentato: «E' sufficiente questa sgangherata maggioranza di governo per provare a distogliere l`attenzione dalla crisi, non servono improvvisati liberalizzatori di cannabis padana a darle man forte. Siamo passati da `Padania libera` a `fumo libero`, ma intanto il Nord che soffre chiede risposte alla crisi e non dibattiti surreali».

«Che la sinistra sia ormai sganciata dalla realtà del Paese - ha aggiunto - lo abbiamo capito in questi mesi di governo Letta così come dalla proposta di Renzi di inserire unioni civili e smantellamento della Bossi-Fini nel patto di governo. Non sorprende dunque che dal Pd arrivi la solita proposta per depenalizzare e liberalizzare le droghe fintamente definite leggere, in un dibattito vecchio di 20 anni e che non fa i conti con le nuove droghe e con i ripensamenti dei Paesi che avevano fatto del permissivismo una bandiera. Fa specie però - ha concluso Fidanza - che l`idea trovi autorevoli sponde nella Lega, nonostante gli affannati tentativi di Maroni e Salvini di nascondere la cenere (è proprio il caso di dirlo) sotto il tappeto».