19 luglio 2019
Aggiornato 20:00
Immigrazione | Sbarchi Lampedusa

Alfano: «Lampedusa non è una zona franca dove si calpestano i diritti»

Informativa urgente del Ministro dell'Interno alla Camera: «Episodio grave che merita una risposta seria, efficace, che consenta di impedirne il ripetersi. Non siamo disposti a transigere sui principi umanitari e costituzionali»

ROMA - Quanto avvenuto a Lampedusa, con gli immigrati costretti a star nudi nel cie dell'isola, è un «episodio grave che merita una risposta seria, efficace, che consenta di impedirne il ripetersi. Non siamo disposti a transigere sui principi umanitari e costituzionali». Così ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nel corso dell'informativa urgente alla Camera fatto stamane. Perché quella di Lampedusa «non è una zona franca dove si calpestano i diritti», e le procedure di accoglienza sono «sotto il controllo di organizzazioni internazionali».

IMMAGINI OFFENSIVE - Rispetto alla dinamica dei fatti il ministro ha chiarito che i migranti mostravano sintomi di una grave malattia della pelle e avrebbero dovuto essere visitati e trattati. «Ma alcuni di loro, spazientiti, hanno cominciato a denudarsi all'aperto». Il trattamento con il disinfettante sarebbe per questa ragione iniziato all'aperto. Ma questo, per come è avvenuto «è inaccettabile su un essere umano». Quelle trasmesse dal Tg2, ha aggiunto, sono «immagini che appaiono profondamente offensive anche per tutti coloro che in rappresentanza di amministrazioni statali e locali, di organismi internazionali e di organizzazioni non governative svolgono con dedizione e professionalità un oscuro ma importantissimo lavoro nel settore dell'accoglienza».

RISOLUZIONE CONTRATTUALE - Fra 30 giorni il centro avrà un nuovo gestore. «È stata avviata la procedura di risoluzione della convenzione con la cooperativa affidataria della gestione del centro di Lampedusa, per grave inadempienza contrattuale. Alla risoluzione, che sarà operativa tra 30 giorni, seguirà l'affidamento ad un nuovo gestore», ha detto ancora Alfano. Poi ha aggiunto: «La reazione seguita all'episodio di Lampedusa dimostra che non siamo disponibili a transigere sui principi umanitari e costituzionali, ma che nessuna clausola o condizione contrattuale potrà mai presupporne un affievolimento o una loro ridotta tutela».