17 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Case circondariali

Cancellieri: «Sia il carcere che il magistrato di sorveglianza conoscevano il passato di Gagliano»

Il ministro della Giustizia: «Risulta evidente come il giudice abbia inviato un'istruttoria chiedendo all'istituto penitenziario e al servizio psichiatrico del carcere notizie necessarie, proprio partendo da una valutazione dell'ampio currirulum criminale» dell'evaso dall'istituto di pena di Genova

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ROMA - Il Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri si è presentata davanti alla Camera per una informativa sull'evasione del pluriomicida Bartolomeo Gagliano dal carcere di Genova, poi catturato dalla polizia francese a Mentone: «Sia il magistrato di sorveglianza che il direttore del carcere di Genova erano perfettamente a conoscenza dell'intero percorso personale e criminale del detenuto: risulta evidente come il giudice abbia inviato un'istruttoria chiedendo all'istituto penitenziario e al servizio psichiatrico del carcere notizie necessarie, proprio partendo da una valutazione dell'ampio currirulum criminale di Gagliano».

PASSATO CRIMINALE CONOSCIUTO DA CARCERE - Il ministro ha spiegato: «Voglio sgombrare il campo dall'equivoco generato dalle prime dichiarazioni del direttore del carcere di Genova Marassi, che sembrava sostenere che il carcere non aveva avuto conoscenza dell'intera storia criminale del detenuto, cosa che è smentita dalla corrispondenza intercorsa tra la direzione del carcere e la magistratura di sorveglianza».

APPROFONDIRÒ ACCADUTO - La Guardasigilli ha aggiunto:«Non c'è dubbio che la vicenda ha destato allarme e preoccupazione nell'opinione pubblica: di questo, nel rispetto dell'autonomia ed indipendenza del giudice, intendo farmi carico anche approfondendo ulteriormente l'accaduto. Per questo motivo ho disposto che venga condotta una completa indagine conoscitiva».

PERMESSO CONCESSO GIUSTAMENTE - Per Cancellieri il giudice di sorveglianza «ha concesso il permesso sulla base di tutti gli elementi di conoscenza che erano necessari al fine di adottare quella delicata decisione. Una seconda osservazione che può essere allo stato svolta è che, mentre in una prima fase le istanze di permesso sono state tutte rigettate, con l'approssimarsi della data di liberazione di Gagliano, il giudice, sulla base dei pareri e delle relazioni richiamate, ha ritenuto di concedere i due permessi, proprio al fine di preparare il detenuto all'uscita definitiva dal carcere, determinando la presa in carico da parte del locale dipartimento di salute mentale».

PERMESSI SPECIALI UTILI - La titolare della Giustizia ha ricordato: «Non è da un singolo episodio che possono essere tratte conclusioni affrettate ed emotive sulla valenza complessiva di istituti irrinunciabili per l'attuazione del principio costituzionale della rieducazione della pena». Secondo Cancellieri il permesso premio «costituisce insieme ad altre misure, come l'affidamento in prova, la semi libertà, il lavoro all'esterno, uno strumento essenziale per il reinserimento sociale dei detenuti. I permessi servono a coltivare, in prossimità dell'uscita dal carcere gli affetti familiari, a riprendere contatti con il territorio ed ad evitare che si ripresentino le condizioni che hanno condotto al delitto. Si tratta in altri termini di un meccanismo che deve produrre più, e non meno sicurezza».

-1% DI PREMIATI VIOLANO PERMESSI - «A questo proposito i dati oggettivi sono estremamente significativi. Nel 2010 - ha spigato il ministro della Giustizia - sono stati concessi 19mila 662 permessi e solo in 38 casi vi è stato un mancato rientro. Nel 2011 sono stati concessi 21mila 923 permessi con 48 mancati rientri e nel 2012 sono stati 25mila 275 permessi con 52 mancati rientri ed analoghi sono i dati del 2013. Si tratta di una percentuale di violazione di molto inferiore all'1per cento. Senza contare che, nella maggior parte dei casi, gli evasi vengono ricondotti all'interno del carcere».
«Come noto - ha concluso Cancellieri - sono analoghi i dati sulle altre misure come pure ampiamente conosciute le statistiche che dimostrano il notevole abbassamento dei tassi di recidiva per chi espia la pena con misure diverse dal carcere».

RISOLVERE QUESTIONE CARCERI - Il ministro ha poi invitato il Parlamento ad agire in merito di carceri: «Non possiamo permetterci di perdere altro tempo nel risolvere la delicata questione carceraria per migliorare le condizioni di vita all'interno degli istituti: dobbiamo garantire che la pena, nella sua primaria funzione rieducativa, consenta quella crescita civile e culturale essenziale al reinserimento sociale». Lo ha scritto in un messaggio inviato in occasione del V congresso di Nessuno tocchi Caino in corso presso il carcere di Padova.

FARE SINERGIA - «E' un impegno che sto affrontando ogni giorno, agendo su fronti diversi. E' vero, ce lo chiede l'Europa, ma prima ancora ce lo chiede il senso di civiltà e di umanità che caratterizza in nostro Paese. L'evento di oggi è l'esempio concreto che attraverso la sinergia di forze tanto si può fare in questa direzione», ha concluso Cancellieri.

DAP, AZIONE DISCIPLINARE DIRETTORE GENOVA - Intanto i. Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) «oltre a disporre indagini interne volte ad accertare la dinamica dei fatti ha avviato un'azione disciplinare nei confronti del direttore della casa circondariale di Marassi, in relazione alle inopportune e intempestive dichiarazioni rese alla stampa».