20 novembre 2019
Aggiornato 05:30
La protesta dei Forconi

«Ordinate agli agenti di fraternizzare con i cittadini. In alto i cuori»

Grillo (M5s) cita l'incipit delle camice brune naziste e invita le forze dell'ordine a non «proteggere più questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Non meritate un ruolo così degradante»

GENOVA - Lettera aperta di Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle (M5s) ai vertici delle forze dell'ordine: «Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell'Ordine non meritano un ruolo così degradante», ha scritto sul suo blog rivolgendosi a Leonardo Gallitelli, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia, e Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell'Esercito italiano.

ISTITUZIONI ILLEGITTIME - «Mi rivolgo a voi - ha detto - che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Questo è un appello per l'Italia. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso. Le istituzioni sono delegittimate. La legge elettorale è stata considerata incostituzionale. Parlamento, Governo e presidente della Repubblica stanno svolgendo arbitrariamente le loro funzioni».

LA CITAZIONE NAZISTA - «Gli italiani - ha aggiunto Grillo - sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l'Italia cambierà. In alto i cuori». Questa non è la prima volta che il comico genovese cita l'inno delle camice brune naziste: «In alto i cuori, in alto i gagliardetti/ serriamo i ranghi è l’ora di marciar…», come ha fatto notare qualche settimana fa Massimo Bordin dalle pagine de Il Foglio.