19 ottobre 2021
Aggiornato 05:00
GOVERNO LETTA

Alfano: «La vita dell'esecutivo non dipende dalla sentenza della Corte costituzionale»

RP | RP | Epifani (Pd): «Lavoreremo perché il porcellum sia superato cercando in Parlamento la maggioranza per avere due effetti: un'equa rappresentanza e una chiara governabilità». Gasparri (Fi): «Vediamo se c'è un'intesa subito quando si vota la fiducia al governo, senza aspettare la sentenza». Schifani (Ncd): «Occorrerà leggere le motivazioni della Consulta e sulla base di queste si dovrà ragio

BRUXELLES – Per il vicepremier, Angelino Alfano «la vita del governo non dipende dalla sentenza della Corte costituzionale, ma dalla capacità di raggiungere gli obiettivi che saranno inseriti nel contratto di governo 'Italia 2014'. Il governo ha fiato se riesce a fare le cose importanti per l'Italia». In un post su Facebook, il leader del Nuovo centrodestra (Ncd) ha spiegato: «Noi siamo per stipulare al più presto un contratto di governo per il 2014 che metta al centro il taglio alla spesa pubblica improduttiva, il taglio ai costi della politica e la diminuzione delle tasse sul lavoro. Questi obiettivi secondo noi sono raggiungibili».

ORA SI DEVE FARE LEGGE ELETTORALE - Il ministro dell'Interno ha aggiunto che dopo la bocciatura del porcellum da parte della Consulta «è finita la fase in cui si parla di legge elettorale, ora comincia la fase in cui bisogna fare la legge elettorale». Alfano, in visita istituzionale a Bruxelles, ha però gelato le speranze di chi spera che questa situazione dia nuove chance a un nuovo sistema elettorale a doppio turno: «Non abbiamo aperto al doppio turno», ha detto, parlando come leader del Ncd, aggiungendo : «Noi siamo molto bipolari, nel nostro Dna c'è il concetto che bisogna fare una scelta, noi stiamo con il centro destra e non con la sinistra».

CITTADINI DEVONO POTER SCEGLIERE - Oltre a questo punto, la nuova legge elettorale dovrà restituire agli elettori «la scelta del proprio deputato o del proprio senatore. Questa sentenza - ha sottolineato il ministro - ci indirizza con forza verso quest'obbligo di scegliere». Quanto alla polemica sulla possibilità di trasferire dal Senato alla Camera l'iniziativa della nuova legge elettorale, Alfano ha osservato che «siamo in un contesto di bicameralismo perfetto, dove si comincia non si finisce, bisogna andare all'altro ramo del Parlamento. Mi sembra una polemica un po' speciosa: ora la discussione è incardinata al Senato e lavorerà il Senato».

EPIFANI, SENTENZA ATTESA - La sentenza della Consulta era «attesa», perché i profili di incostituzionalità del porcellum «erano chiari da tempo e ora bisognerà lavorare per una nuova legge che garantisca una equa rappresentanza e una chiara governabilità», ha detto il segretario del Partito democratico (Pd) Guglielmo Epifani, durante una conferenza stampa, spiegando che sarà il nuovo segretario del partito «da lunedì» a lavorare per cercare le necessarie «convergenze parlamentari».

GOVERNABILITA' E CHIAREZZA - Epifani ha spiegato: «Lavoreremo perché il porcellum sia superato in avanti, cercando in Parlamento la maggioranza necessaria per avere due effetti combinati: un'equa rappresentanza e contemporaneamente una chiara governabilità, una volta che si è espresso il cittadino elettore. Attorno a questi due capisaldi lavoreremo rapidamente, pancia a terra, perché si determino le convergenze parlamentari. Credo questo sia il lavoro che da lunedì il nuovo segretario, la nuova squadra e tutto il partito sarà impegnato a fare».

GASPARRI (FI), ANTICIPIAMO SENTENZA - Il vicepresidente di Forza Italia (Fi) del Senato, Maurizio Gasparri, ha assicurato disponibilità e impegno di Fi per una risposta unitaria del Parlamento alla sentenza della Corte costituzionale sul porcellum che sfrutti già il dibattito sulla fiducia al governo Letta la prossima settimana per aprire il confronto fra nuova maggioranza e nuova opposizione su riforma del Parlamento e della sua legge elettorale.

FIDUCIA E L ELETTORALE ASSIEME - «La Corte - ha denunciato fra l'altro Gasparri, parlando a Omnibus su La7- ha fatto la rivoluzione vestendosi da Parlamento e da Governo. A questo punto, visto che mercoledì c'è anche il dibattito sulla fiducia, pronunciamoci subito in Parlamento sulla forma di governo, sul superamento del bicameralismo perfetto e sulla riduzione dei parlamentari e vediamo se c'è un'intesa subito, senza aspettare la sentenza». 

ATTENZIONE A DELEGITTIMARE TUTTO - Quanto al merito della decisione della Corte, «faccio parte - ha affermato di Gasparri- di coloro che ritengono che la Corte non potesse emettere una sentenza del genere, poi siccome sul porcellum grava una battaglia di contestazione, la Corte si è fatta interprete di sentimenti diffusi. se questo sia il suo compito si potrebbe discutere a lungo. Il fatto che sia stata una procedura anomala e irrituale è un dato di fatto, ma che però mette in mora tutto perché se tutto è illegittimo è illegittima anche la Corte costituzionale. E' corretto che uno dei giudici della Corte, Mattarella abbia partecipato al tentativo di fare rinascere la legge vecchia, cosa che non poteva fare? A me sembra una roba da centro America, da Stato di Noriega, quindi stiano attenti a delegittimare tutto».

SANTANCHE', TUTTI DECADUTI - Toni più battaglieri dalla compagnia di partito, Daniela Santanché: «E' ovvio che siamo tutti decaduti. Ma che strani questi costituzionalisti! Qualcuno sostiene che non si possa tornare indietro fino ad Adamo ed Eva. Ma allora ci domandiamo: come mai tanta solerzia nel volere a tutti i costi applicare la retroattività alla legge Severino nei confronti di Berlusconi? La verità è che in Italia il metro di misura è sempre Berlusconi: pur di condannarlo e danneggiarlo a prescindere, molti sono disposti a giustificare l'ingiustificabile».

SCHIFANI (NCD), ASPETTIAMO MOTIVAZIONI - «Occorrerà leggere le motivazioni della Consulta e sulla base di queste si potrà e si dovrà ragionare su una nuova legge elettorale. Perché un conto è l'abolizione tout court delle liste bloccate, altra cosa è la previsione di una positività di liste bloccate più limitate. Detto questo, una nuova legge elettorale si deve fare e si farà, perché il Paese non può tornare indietro», ha detto il senatore di Nuovo centrodestra (Ncd), Renato Schifani, nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3.

I DUE PALETTI - «Il Paese - ha spiegato Schifani - ha due ordini di problemi: dotarsi di una legge elettorale, che possa garantire agli italiani un ricorso elettorale anche prima delle riforme, salvando però due concetti: il bipolarismo ed il ritorno alla scelta dei cittadini pur nel bicameralismo attuale; oppure varare una legge elettorale dopo le riforme costituzionali, che guardi ad una Camera che dà la fiducia al governo, ed un Senato federale delle autonomie, che guardi all'Europa».

PROFONDA AMAREZZA - «Purtroppo non posso non manifestare la mia grande amarezza, perché da presidente del Senato, insieme ad altri colleghi senatori, mi ero battuto per evitare l'immobilismo dell'attuale porcellum. La Corte costituzionale era stata chiara più volte delineando profili di incostituzionalità nel non aver previsto, per ottenere il premio di maggioranza, una soglia d'accesso per la coalizione vincente. Se in questi mesi le forze politiche avessero inserito questa soglia almeno avremmo ottenuto soltanto una parziale pronuncia di incostituzionalità, limitatamente alle preferenze», ha concluso Schifani.