16 ottobre 2021
Aggiornato 19:30
Primarie del Pd

«La responsabilità di dove siamo, sulla legge elettorale, è solo della politica, è una nostra sconfitta»

RP | RP | Il candidato alla segreteria del Pd Cuperlo: «Io non so se ci sia un patto tra Letta e Renzi. So che tutti noi dobbiamo avere la coscienza che non ci siamo battuti per cambiare il porcellum». Sull'8 dicembre: «Sono contrario a scelte moderate: oggi al Paese serve una sinistra rinnovata e ripensata che guarda avanti»

ROMA - «Io non so se ci sia un patto tra Letta e Renzi. So che tutti noi dobbiamo avere la coscienza che non ci siamo battuti per cambiare il porcellum. Ciò che la Consulta ci consegna è un sistema proporzionale: allora non ci possono essere più meline alle quali, in ogni caso, io mi opporrò. Serve ora una legge per il Paese. E io sono per il doppio turno», ha ribadito il candidato alla segreteria del Partito democratico (Pd), Gianni Cuperlo.

COLPA E' DI POLITICA NON DI CONSULTA - «Sinceramente - ha aggiunto Cuperlo a Radio Popolare - all'indomani della decisione della Corte costituzionali non capisco perché dobbiamo prendercela con la sentenza della Consulta. La responsabilità di dove siamo, sulla legge elettorale, è solo della politica, è una nostra sconfitta. Ora abbiamo un imperativo morale: fare in fretta una nuova legge elettorale. Io mi batto per il doppio turno di collegio che garantisce rappresentatività e governabilità. Ora è necessario, obbligatorio, trovare un accordo in Parlamento. Si può anche tornare al mattarellum. Quello che non si può più fare è ragionare per convenienza».

PARLAMENTO INDEBOLITO, MA LEGITTIMO - Cuperlo ha proseguito: «La Consulta ci ha tolto ogni alibi, ora serve una nuova legge elettorale per ricostruire il rapporto di fiducia tra milioni di persone e le istituzioni. La soluzione migliore sarebbe il doppio turno di collegio, se non sarà possibile si torni al mattarellum. Si tratta – ha osservato ancora - di una questione delicata ma 'tempus regit actum', il tempo legittima gli atti compiuti: il Parlamento è indebolito ma non delegittimato, nel senso che il Parlamento non può ignorare quello che è accaduto. Deve riconoscere che c'è uno scacco della politica, adesso deve mettere mano alla legge elettorale che comunque andrebbe rivista».

LETTA E' PARENTESI - Quanto all'esecutivo Letta, il candidato leader del Pd ha chiarito: «Io sostengo questo governo e lo incalzo da sinistra, soprattutto sul versante sociale, ma è una parentesi. Il Pd non è nato per governare con i suoi avversari. Nel 2014 mettiamo in sicurezza il Paese, aboliamo il bicameralismo perfetto e riduciamo il numero dei parlamentari, facciamo la legge elettorale e poi andiamo a votare. Qualsiasi altra manovra o trattativa per allungare l'esperienza di questo governo non fa bene all'Italia».

SCEGLIAMO IL SEGRETARIO, DI SINISTRA - Sulle primarie del partito, Cuperlo ha commentato: «L'8 dicembre si elegge il segretario del Pd e non decidiamo della durata del governo Letta. Si decide il futuro del Pd e io sono contrario alla continuità di scelte politiche, fatte anche a sinistra, che Renzi rappresenta. Sono contrario a scelte moderate: oggi al Paese serve una sinistra rinnovata e ripensata che guarda avanti. Devi dire chi sei e per chi sei: mettiamo al centro il lavoro e la dignità della persona. Anche il Labour Party di Milliband ha abbandonato le idee di Blair e parla di redistribuzione. Dobbiamo guardare in faccia la crisi e dare le risposte a chi non ce la fa più».