8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Giustizia | Caso Fonsai

Il PD è spaccato sulla sfiducia a Cancellieri

Cuperlo: «Opportuno che il ministro, insieme con il premier, compiano una valutazione molto serena della situazione», Mineo: «Un ministro prima tecnico poi politico che frequenta così da vicino i Ligresti è pericoloso», Leva: «Noi siamo al governo, se dovessimo arrivare a votare una mozione di sfiducia delle opposizioni vorrebbe dire che saremmo già oltre»

ROMA – Il Partito democratico (Pd) è in piena discussione sul votare o meno la sfiducia al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Da una parte Gianni Cuperlo ha insistito perché si chieda piena chiarezza sulla Guardasigilli, dall'altra Danilo Leva ha ricordato che il Pd è al governo.

CUPERLO, FARE LUCE - «Io penso che, alla luce di quello che sta accadendo, sia utile che il ministro stesso con il presidente del Consiglio verifichi se ci sono ancora le condizioni per andare avanti con serenità nel suo ruolo di Guardasigilli», ha affermato il candidato alla segreteria del Pd Gianni Cuperlo, ricordando che «la prossima settimana il gruppo del Pd si riunirà per esaminare i nuovi elementi e discutere della mozione di sfiducia».

LE NUOVE TELEFONATE - Cuperlo ha sottolineato: «Non è in discussione lo spirito di servizio del ministro Cancellieri. Ma credo sia opportuno alla luce di questa vicenda molto delicata che il ministro, insieme con il presidente del Consiglio, compiano una valutazione molto serena della situazione. Noi finora - ha aggiunto- abbiamo ascoltato le dichiarazioni del ministro in Parlamento che ha detto e confermato che non c'è stato un uso improprio delle norme previste. E lo ha confermato anche il procuratore Caselli che non è certo sospettabile di faziosità in nessun senso. Ora ho letto delle nuove intercettazioni che sono state pubblicate».

MINEO, COMMISTIONE CON LOBBY - Per il senatore Corradino Mineo: «La Cancellieri sarà probabilmente migliore di altri ministri, ma il punto è che l'Italia non capisce più che possa esserci un ministro prima tecnico poi politico che frequenta così da vicino i Ligresti. Questa commistione è il pericolo, il Paese è in mano a gruppi di potere trasversale, alle lobby. Sulla Cancellieri - ha aggiunto il senatore democratico - perché non chiediamo ai circoli del Pd cosa ne pensano? Se no questi circoli che sono?».

LEVA, NON ARRIVIAMO A SFIDUCIA - Il responsabile Giustizia del Pd, Danilo Leva ha ricordato: «Noi siamo al governo, se dovessimo arrivare a votare una mozione di sfiducia delle opposizioni vorrebbe dire che saremmo già oltre: è un punto a cui non si deve arrivare. Per arrivare alla sfiducia inoltre sarebbe necessario un quid pluris che oggi non c'è. In ogni caso ne discuteremo nelle prossime ore all'interno dei gruppi parlamentari».

TELEFONATE COMUNQUE INOPPORTUNE - «Le dimissioni - ha detto Leva - non si chiedono ma si danno in quanto appartengono alla sensibilità istituzionale di ciascuno di noi. Ci sarà l'assemblea dei deputati tra nei prossimi giorni. Ma non credo sia giusto parlare in questo momento di sfiducia o meno. Resta però tutta l'inopportunità di quelle telefonate».

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