8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
CASO FONSAI

Su Giulia Ligresti «nessun inconsueto zelo»

RP | RP | RP | Cancellieri si difende nel giorno del voto di sfiducia: «Non c'è stata un'anomala tempestività, meno che mai generata da un mio intervento come adombrato da qualcuno, ma un'ordinaria attività di prevenzione che si è sviluppata in maniera assolutamente autonoma, come dimostra la scansione temporale degli avvenimenti»

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ROMA - «Oggi non posso che rifarmi integralmente a quella ricostruzione» fatta alla magistratura torinese sulla vicenda della detenzione di Giulia Ligresti, dove «non c'è stato nessun inconsueto zelo», si è difesa alla Camera Anna Maria Cancellieri, il giorno del voto di sfiducia individuale presentato dal Movimento 5 stelle (M5s) e respinto dalla Camera.

TUTTO NORMALE - La situazione di Giulia Ligresti «era già nota sia alla magistratura torinese che all'amministrazione penitenziaria prima della mia telefonata. Non vi è stato nessun inconsueto zelo, né un'anomala tempestività, meno che mai generata da un mio intervento come adombrato da qualcuno, ma un'ordinaria attività di prevenzione che si è sviluppata in maniera assolutamente autonoma, come dimostra la scansione temporale degli avvenimenti».

SCRITTE FALSITA' SU DI ME - Quanto alle sue dichiarazioni alle Camere, Cancellieri ha ribadito: «Da parte mia non c'è stata nessuna omissione o reticenza, non ho mentito al Parlamento e ai magistrati e non ho mentito neppure sulla mia amicizia con Antonio Ligresti. Su alcuni passaggi delle conversazioni intercetatte - ha aggiunto Cancellieri - si è arrivato a costruire congetture inaccettabili. Tutto ciò è assolutamente falso. Tutto quello che mi viene contestato è smentito dai fatti».

OMESSE CONVERSAZIONI IRRILEVANTI - Il ministro ha spiegato: «Si è sostenuto che io abbia omesso di riferire circostanze rilevanti al pm di Torino nel corso dell'audizione del 22 agosto e in particolare che avrei taciuto di una terza telefonata con Antonino Ligresti. La circostanza che lo stesso magistrato di Torino abbia ritenuto di non richiedere ulteriori specificazioni, credo che deponga per la sostanziale ininfluenza della questione. Da parte mia non c'è stata alcuna omissione o reticenza e lo dimostrano il modo inconfutabile i contenuti del verbale della mia audizione, in cui ho dichiarato al pm che 'ieri sera, Antonino Ligresti mi ha inviato un sms chiedendomi se avessi novità e io gli ho risposto che avevo proceduto alla segnalazione nei termini che ho spiegato. Nulla di più».

AMICIZIA NON E' FAMILISMO - Il ministro ha respinto con forza «l'automatismo secondo il quale da questo rapporto di amicizia» con i Ligresti «sarebbero derivati favoritismi o abusi connessi al mio ruolo, i fatti dimostrano il contrario».

CONFIDO IN FIDUCIA - La Guardasigilli ha chiesto di essere riconfermata nel ruolo: «Confido che il Parlamento mi voglia confermare la fiducia» sottolineando di aver «sempre avuto in questi giorni il sostegno» del premier Enrico Letta.

EMERGENZA CARCERI - La titolare della Giustizia ha poi cambiato argomento, ritornando in pieno nelle sue funzioni e ricordando: «L'emergenza carceraria, come indicato nel messaggio del capo dello Stato ed è anche urgente affrontare la durata irragionevole dei processi civili e penali».

GIORNATA LUNGA E FATICOSA - Uscita dall'Aula, la Guardasigilli ha descritto questa come «la giornata più lunga e faticosa», aggiungendo che è stata «faticosa» per i postumi di un intervento a seguito di una frattura al braccio. Poi Cancellieri ha risposto alle richieste del segretario del Partito democratico (Pd) Guglielmo Epifani, sulla necessità di un numero di telefono al quale i detenuti possano segnalare i le proprie difficoltà: «Avevamo pensato ad un numero verde poi l'idea è rimasta lì, ma non è cattiva».

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