17 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Centrodestra | Crisi PDL

Berlusconi conferma il consiglio nazionale: «Domani un giorno importante»

L'ex Premier non ha rimandato la riunione dei vertici del Pdl, anzi ha rilanciato: «Sarà il momento in cui insieme sanciremo il ritorno a Forza Italia. E' l'arrivo di un cammino che abbiamo deciso insieme nei mesi passati»

MILANO - Silvio Berlusconi ha scritto ai suoi parlamentari, lanciando un appello per l'unità del Popolo della libertà (Pdl): «Domani dal palco del consiglio nazionale ripeterò quello che ho già detto più e più volte, fino allo sfinimento. Forza Italia (Fi) è la casa di tutti».

SI TORNA A FORZA ITALIA - La missiva incomincia: «Domani per il nostro movimento politico è un giorno importante. E' il giorno in cui insieme sanciremo il ritorno a Fi. E' l'arrivo di un cammino che abbiamo deciso insieme nei mesi passati. Dietro di me, nella foto di famiglia, quel 19 settembre, meno di due mesi fa, mentre inauguravamo la nuova sede del partito, c'erano tutti i dirigenti del nostro grande movimento. Questa è solo la prima tappa del cammino intrapreso. Da domani tutti dovremo impegnarci a rilanciare davvero il centro-destra italiano, la parte politica in cui si riconosce la maggioranza dei cittadini di questo Paese. Dovremo lavorare insieme per rilanciare i valori profondi in cui crediamo, quelli che ci hanno tenuto insieme per venti difficili anni. L'efficienza coniugata con l'equità, la meritocrazia e la solidarietà, la giustizia e la libertà, insomma l'orgoglio di lavorare per un Paese diverso e migliore».

CHI NON VUOLE FI ESCA PURE - Berlusconi si è poi rivolto a ipotetici scissionisti: «Chi non si riconosce più nei valori del nostro movimento è libero di andarsene. Ho sentito parlare di raccolte di firme tra i nostri parlamentari: le uniche firme che a me interessano sono quelle di milioni di donne e di uomini che hanno creduto e credono in noi. E che nelle urne ci hanno concesso la loro fiducia. In questi giorni ho ascoltato le ragioni di tutti. Con la pazienza che tutti mi riconoscono ho cercato di trovare soluzioni che uniscano, spesso senza comprendere neppure le ragioni di una divisione».

ULTIMA CHIAMATA - Il Cavaliere ha ricordato: «Nel mio ultimo video-messaggio ho invitato tutti gli italiani che condividono i nostri valori a scendere in campo con noi, convinto che questa sia davvero l'ultima chiamata, l'ultima chance prima che la nostra Italia precipiti nel baratro della crisi e della ingiustizia. Ora vi chiedo: dopo lo spettacolo che la nostra classe dirigente ha offerto in queste ultimi giorni, perché un padre di famiglia, una donna, un giovane dovrebbe raccogliere questo appello. Perché i moderati italiani dovrebbero unirsi a noi, quando fossimo noi i primi a dividerci».

FI NON SARÀ PICCOLA E MESCHINA - Su Fi ha rassicurato l'ex premier: «Se diventasse qualcosa di diverso, di piccolo e meschino, se diventasse preda di una oligarchia, se rischiasse una deriva estremista sarei io che l'ho fondata a non riconoscermi più in questo progetto. Non cambierò io, non cambierà Fi».

RIPRENDIAMO PERCORSO '94 - Quindi Berlusconi ha dato le direttive ai suoi: «La missione principale è costruire il nostro Paese come un Paese dove nessuno possa temere se va al governo il suo avversario politico, un Paese dove lo Stato e le sue istituzioni siano sentite come la casa di tutti e non invece come un nemico, come un nemico che è in agguato, un Paese dove lo Stato attraverso lo strumento fiscale non espropri i cittadini dei risparmi e dei beni che con il loro lavoro e i loro sacrifici sono riusciti a conquistarsi, un Paese dove non ci siano giudici che usino i loro poteri per eliminare gli avversari politici. Questa è la missione che ci siamo dati a partire dal 1994, la missione per cui siano scesi in campo, la missione per cui abbiamo lottato in questi venti anni sconfiggendo il pericolo di una definitiva presa del Governo da parte di una sinistra che non ha mai rinnegato la sua ideologia e la sua storia».