18 giugno 2019
Aggiornato 08:30
Centrodestra | Crisi PDL

Alfano non vuole il «partito youtube»

Il segretario del Pdl: «Ho ricevuto il solito fuoco di offense. Questo accade ogni volta che il presidente Berlusconi butta il ponte levatoio nel tentativo di costruire una nuova unità»

ROMA - «Pensavo di avere fatto un'intervista equilibrata sul Corriere della Sera che mettesse in chiaro linea e posizione rispetto a Berlusconi. Ho ricevuto il solito fuoco di dichiarazioni offensive e già questo dà la misura di un problema. Questo accade ogni volta che il presidente Berlusconi butta il ponte levatoio nel tentativo di costruire una nuova unità. E' evidente che questa unità questi affetti dal virus della dichiarazione non la vogliono. Al presidente Berlusconi ribadirò la nostra idea di partito». E' entrato così Angelino Alfano, all'incontro con gli eletti del Popolo della libertà fedeli al governo.

SE ANCORA QUA MERITO NOSTRO - Durante l'incontro è stato riferito che il vicepremier ha rivendicato: «Se da settembre sulla decadenza siamo arrivati a novembre non è merito dei falchi. E noi continuiamo a sostenere che Berlusconi sia vittima di un'ingiustizia».

NO AL PARTITO YOUTUBE - Dunque il segretario del Pdl ha chiarito la sua posizione sul consiglio nazionale del partito: «Quando ho detto che non vogliamo rovinare la festa di sabato voglio dire che sabato deve essere una festa perché Berlusconi la merita. Se altri vogliono trasformarla in filmati da lasciare su youtube facciano pure ma non è quella la nostra idea di festa fondativa non è quello di un partito che decide in base al filo di fuoco delle agenzie il suo futuro».

CONTATTI CON PRESIDENTE PPE - Dopodiché lo staff di Alfano ha fatto sapere che il ministro degli Interni ha avuto un «lungo e cordiale» colloquio telefonico con il nuovo presidente del Partito popolare europeo (Ppe), Joseph Daul. Alfano si è congratulato con il presidente Daul per la sua recente elezione, «ribadendo comune impegno a lavorare insieme, come già fatto in passato, per un Ppe sempre più forte e coeso nell'interesse dei cittadini italiani ed europei».