21 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
DEMANIO PUBBLICO

Vendita delle spiagge, la versione del Pdl

RP | RP | RP | Gasparri: «In atto un'opera di mistificazione, andremo avanti nonostante dietrofront di Pd», Brunetta: «Certezze a 30mila imprese e gettito per l'Erario», D'Ali: «Si vendono solo le aree dove ci sono i manufatti, gli arenili a gara con diritto di prelazione a chi ha creato l'edificio»

ROMA - Non ci sarà «nessuna vendita delle spiagge» che «restano pubbliche», ha chiarito una delegazione del Popolo della libertà, che ha voluto fare chiarezza sul proprio emendamento a riguardo.

GASPARRI, OPERA MISTIFICAZIONE - Maurizio Gasparri ha spiegato che il Pdl è è determinato «ad andare avanti» con il progetto nonostante il «dietrofront del Partito democratico (Pd)» che insieme allo stesso governo aveva appoggiato l'operazione.

Secondo il senatore «c'è stata un'opera di mistificazione» sulla vicenda da cui è nata una «polemica ossessiva. Noi siamo contro ogni speculazione edilizia e nessuno edificherà grattacieli sulle spiagge. Si tratta di una misura virtuosa per lo Stato».

BRUNETTA, MOSSA DA 5-10 MILIARDI - Per Renato Brunetta «è una misura positiva per l'economia perché dà certezze a 30mila imprese balneari e dà gettito all'Erario». Brunetta ha fornito delle cifre: dall'operazione si stimano entrate intorno ai 5 miliardi che potrebbero sfiorare anche i 10 miliardi di cui una parte, andrà a finanziare investimenti dedicati proprio al rilancio del settore turistico. «Finora - ha sottolineato - non è stato fatto per miopia».

D'ALI, SOLUZIONE PER 30MILA AZIENDE - Anche secondo Antonio D'Ali, relatore alla manovra per il Pdl, «non si può strumentalizzare tutto: non si vendono gli arenili, ma solo le aree dove vivono gli immobili che sono dei privati. Si privatizzano solo le aree dove ci sono i manufatti, mentre gli arenili vengono assegnati con una gara con un diritto di prelazione a chi ha creato l'immobile».

Le risorse, ha detto il relatore, almeno per il «50 per cento andranno a un fondo di garanzia per i mutui destinati a riqualificare il turismo e per la rottamazione del tessuto alberghiero italiano. L'obiettivo - ha spiegato - è risolvere una questione annosa: quella delle concessioni demaniali, che riguarda 30mila imprese italiane che hanno fatto investimenti e creato valore sulla base di una legge dello Stato che fino al 2009 garantiva il rinnovo automatico delle concessioni».