7 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

«C'è un opa esterna sul Pd»

RP | RP | RP | RP | RP | RP | RP | RP | Cuperlo: «Soprattutto il momento importante sarà l'8 dicembre, quando avremo primarie aperte a tutti coloro che si riconoscono nella causa del Partito democratico. L'8 dicembre sceglieremo il nostro segretario, non il candidato premier del centrosinistra»

ROMA - Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Partito democratico (Pd), rispondendo a una domanda dei lettori del Messaggero sul ruolo che stanno giocando i media nella partita delle primarie dell'8 dicembre, ha detto: «C'è un'opa esterna sul Pd».

GUERRA DU CIFRE UN ERRORE - Poi Cuperlo è passato a parlare delle primarie, sostenendo che sia «auspicabile» che votino «gli elettori del Pd», chi «si riconosce nella causa del Pd». Il candidato alla segreteria ha spiegato che sarebbe stato meglio evitare la «guerra di cifre» per rivendicare la vittoria nei congressi locali perché «è in questa settimana che i circoli votano per scegliere la piattaforma e il candidato che preferiscono per la guida del Pd. Al momento abbiamo dei dati che sembrano confortanti, ma non è di una guerra di cifre che abbiamo bisogno, capiremo meglio la prossima settimana».

A PRIMARIE VOTINO ELETTORI PD - Quindi, ha aggiunto Cuperlo: «Soprattutto il momento importante sarà l'8 dicembre, quando avremo primarie aperte a tutti coloro che si riconoscono nella causa del Pd. L'8 dicembre sceglieremo il segretario del Pd, non sceglieremo il candidato premier del centrosinistra. Dunque la logica vuole che a votare l'8 dicembre siano gli elettori del Pd, che firmeranno una sorta di carta di adesione alle ragioni, ai valori di questo partito. Poi verrà anche il tempo in cui ci dovremo presentare al paese per scegliere il candidato premier, e a quel punto ci dovremo rivolgere a tutto il popolo del centrosinistra. Sono due momenti distinti e secondo me fare della confusione tra questi due momenti non aiuta nella chiarezza e non aiuta il Pd a uscire bene da questo congresso».

PENSO VOTERANNO IN 2 MILIONI - Il candidato alla segreteria ha raccontato di aspettarsi una partecipazione alle primarie superiore ai due milioni: «Sono molto fiducioso, ho sentito anch'io previsioni piuttosto fosche... Invece penso che avremo una partecipazione molto significativa, elevata. Non saprei dire una cifra, ma penso andranno a votare oltre due milioni di persone. Ed è un risultato straordinario, con tutti i nostri limiti ed errori, abbiamo subito sconfitte».

RENZI E' PER PRESIDENZIALISMO - Lo sfidante del rottamatore ha poi bocciato la proposta di legge elettorale tipo 'sindaco d'Italia' di Matteo Renzi e ha chiesto al sindaco di Firenze di spiegare se l'idea sottintenda il passaggio a un «presidenzialismo di fatto». Il candidato alla segreteria ha spiegato: «Ma di cosa stiamo parlando? Allude a una riforma in senso presidenzialista del nostro ordinamento? I consigli comunali si eleggono con il sistema proporzionale e sono del tutto svuotati di poteri che in precedenza esprimevano. Rivolgo delle domande, vorrei la chiarezza. Io dico che c'è una differenza tra un consiglio comunale e un'assemblea parlamentare. Se si ha in animo, con il modello del sindaco d'Italia, una torsione in senso presidenzialistico del nostro ordinamento bisogna essere onesti nei confronti di chi ci ascolta e devi dire che per modificare in quel senso l'ordinamento repubblicano devi intervenire in modo molto, molto impegnativo sulla seconda parte della nostra carta costituzionale. E tutto questo non si fa in un paio di settimane, neanche in un paio di mesi. Richiede un lungo procedimento».

TOPPA DI RENZI PEGGIORE DI BUCO - Cuperlo ha concluso: «La mia opinione è contraria a un passaggio dalla Repubblica parlamentare a una Repubblica di tipo presidenziale. Contrario per una serie di ragioni legate alle difficoltà del contesto storico, contrario anche per gli interlocutori che in questa stagione storica dovremmo avere. Mi sembra una prospettiva velleitaria. Se poi si allude all'elezione diretta del capo del governo, vorrei far presente che in nessun sistema europeo esiste. Vuol dire che si propone di passare al presidenzialismo di fatto? Credo sarebbe una toppa peggiore del buco».

SI TORNI A MATTARELLUM - Quanto alla discussione parlamentare sulla legge elettorale, ha ricordato il candidato alla laedership del Pd: «Ieri è stata bocciata la nostra proposta di doppio turno. Ma io credo sia doveroso trovare in Parlamento la mediazione possibile. Se la strada possibile è quella del ritorno al mattarellum, si voti in Senato un ordine del giorno che vada in quella direzione. Cambiare la legge elettorale è un imperativo morale perché è in discussione il rapporto tra cittadini, istituzioni e democrazia. Lo si faccia prima della sentenza della Consulta: aspettare quella sentenza senza prendere una decisione sarebbe una sconfitta della politica».