19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Spaccatura nel PDL

Già in forse i gruppi parlamentari dei «traditori» del Popolo della libertà

L'unico a usare toni battaglieri è Giovanardi: «Gli scissionisti sono quelli di Forza Italia. Al Senato noi non siamo i dissidenti, anzi abbiamo noi la maggioranza del gruppo. Nei prossimi giorni faremo delle verifiche», più cauti Formigoni, Cicchitto e Quagliariello

ROMA - «Ieri mattina pensavamo di essere in venti, determinati a votare la fiducia a Letta, ieri sera ci siamo ritrovati in 70 e oggi sono annunciate nuove adesioni. Non abbiamo ancora deciso la costituzione dei gruppi perché la consistenza sta cambiando». Roberto Formigoni, intervenendo ad Agorà, ha spiegato come sta evolvendo la nascita di due gruppi parlamentari, uno alla Camera e l'altro al Senato, composti da transfughi del Popolo della libertà.

FORMIGONI, SIAMO TUTTI BERLUSCONIANI - «Mi auguro - ha aggiunto Formigoni - che tutto il partito, come sta accadendo, si riconosca nella posizione che noi avevamo indicato originariamente (votare la fiducia al governo Letta, ndr), che poi è stata sposata interamente da Berlusconi. Non invochiamo la fuoriuscita di nessuno. Siamo stretti intorno a quello che era e resta il segretario del partito: Angelino Alfano. Abbiamo in questi giorni mantenuto sempre i rapporti con Berlusconi perché siamo tutti convintamente berlusconiani. Constato che la linea che Berlusconi ha scelto è quella che noi indicavamo. Chi ci additava come dissidenti o traditori oggi deve tacere».

TUTTI I NOMI DEI DISSIDENTI , SMENTITE COMPRESE - La sera precedente l'ex presidente della Lombardia aveva twittato: «Qualcuno ci chiamava traditori? Mi sembra che siamo stati lungimiranti pionieri, e tutto il Pdl vota la fiducia. Chi di dovere prenda nota». Formigoni ha poi fornito i nomi dei 25 deputati del Pdl che si sono schierati a Montecitorio con il Segretario Angelino Alfano: «Gioacchino Alafano, Alli Paolo, Bernardo Maurizio, Bianchi Dorina, Bosco Antonino, Calabro' Raffaele, Castiglione Giuseppe, Cicchitto Fabrizio, Costa Enrico, De Girolamo Nunzia (Di Girolamo ha smentito: «Sono e resto nel gruppo parlamentare Pdl»), Gallo Riccardo, Garofalo Vincenzo, Lorenzin Beatrice, Lupi Maurizio, Misuraca Dore, Minardo Antonino, Pagano Alessandro, Piccone Filippo, Piso Vincenzo, Pizzolante Sergio, Roccella Eugenia, Saltamartini Barbara, Scopelliti Rosanna, Tancredi Paolo, Vignali Raffaello». Anche dopo la smentita ufficiale della Di Girolamo, l'ex governatore lombardo ha comunque insistito: «Ci vedremo stasera e allora sarà presa la decisione formale. Ma il gruppo si fa, siamo i 25 del documento».

IL GRUPPO DI CICCHITTO ALLA CAMERA - Dopo la mossa di Formigoni al Senato è arrivata quella di Cicchitto alla Camera, che ha richiesto all'ufficio di presidenza di formalizzare la nascita di un nuovo gruppo. A comporlo per ora sono, insieme a Cicchitto, 12 deputati che, è stato assicurato, arriveranno fino a 26. La presidenza ha accolto la richiesta, come già avvenuto, in deroga al regolamento che prevede occorrano 20 deputati per costituire un gruppo, come per Fratelli d'Italia e la componente socialista del gruppo Misto. Il giorno seguente Cicchitto ha spiegato: «Di fronte ai moltissimi morti a Lampedusa secondo me si ha il dovere di sospendere tutte le attività politiche correnti, comprese le assemblee di gruppo. Si avesse l'insensibilità di farla comunque, non parteciperei e non solo però a causa di questa immane tragedia. Non parteciperò perché sembra che essa sia una tappa per il cambio di denominazione in funzione della nascita di Forza Italia».

CICCHITTO, DEVO DECIDERE FRA FI E PDL - Cicchitto ha proseguito: «Siccome non ho deciso se aderire o meno a Forza Italia, o se invece rimango nel Pdl con segretario Alfano, sino a quando non saprò quale sarà la linea politica del nuovo partito, se la sua vita interna sarà o meno fondata sulla democrazia, quale sarà il suo gruppo dirigente e come esso sarà nominato, per tutte queste ragioni non parteciperei comunque all'assemblea del gruppo».

QUAGLIARIELLO, BERLUSCONI HA RECUPERATO - Il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello, anche lui fra i «dissidenti», ha detto che Berlusconi ha recuperato «su un errore che gli è stato fatto fare, perché sono testimone del fatto che era orientato diversamente. Un leader politico ascolta tutti ma nell'ultima settimana, non è accaduto così e dalla vicenda delle dimissioni è stata ascoltata solo un parte che si è imposta anche sull'autonoma determinazione del leader. E' la prima volta dal '94 che la vicenda personale di Berlusconi è entrata in rotta di collisione con gli interessi del Paese, ma la grande forza di Berlusconi è stata sempre quella di fare gli interessi di tutti».

GIOVANARDI, DIVORZIO DOPO NASCITA FI - L'unico a esprimere ancora sicurezza sulla scissione interna al Popolo della libertà è il senatore Carlo Giovanardi, che ai microfoni di Radio Città Futura ha ribadito: il divorzio tra le due ali del Pdl è stato sancito dalla nascita della nuova Forza Italia. «Sono loro gli scissionisti», ha detto Giovanardi. Comunque ha proseguito Giovanardi rispetto all'ipotesi di formare due gruppi parlamentari separati fa sapere che nero su bianco «tra Camera e Senato non c'è nulla».

SUI GRUPPI VALUTEREMO - Al Senato valuteranno nei prossimi tre giorni se far nascere un nuovo gruppo ma «se siamo la maggioranza si chiamerà Pdl» e, assicura il senatore, la pattuglia delle 'colombe' si va infoltendo sempre di più dopo il voto di fiducia. «Ieri è stata una grande giornata. Al Senato noi non siamo i dissidenti, anzi abbiamo noi la maggioranza del gruppo. Nei prossimi giorni faremo delle verifiche. Quello che è certo che Forza Italia non sta nel Partito Popolare Europeo».

DIFENDERO' BERLUSCONI DA MASCALZONATA DECADENZA - «Da Berlusconi è arrivata una decisione saggia - ha affermato Giovanardi - quelli come Brunetta e Santanché lo avevano indotto a fare errori madornali ma lui è intelligente. Ha preso atto del fatto che non c'era una base per la sfiducia. Non è che si sia piegato ad Alfano, si è reso conto del fatto che la linea dei falchi era rovinosa. Silvio Berlusconi è un grande leader, un grande amico e lo difenderò contro la mascalzonata della decadenza».