24 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Congresso Partito Democratico

Pittella ai dirigenti del Pd: «Siete dei disperati»

Il candidato alla segreteria Democratica: «Se non si fa il congresso si muore. C'è gente che si piega a ogni bassezza pur di evitare il cambio della guardia. Qui è tutto precario, improvvisato. Siamo nelle mani di una nomenclatura romana miope»

ROMA - Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo e candidato alla segreteria del Partito democratico (Pd) ha dato dei «disperati» ai suoi dirigenti di partito.

SONO DEI DISPERATI - «Se non si fa il congresso il Pd muore. C'è gente che si piega a ogni bassezza pur di evitare il cambio della guardia. Sono dei disperati. Ci avvitiamo su nodi che non esistono, frutto di una visione vecchia di trent'anni e ormai superata. Purtroppo c'è chi non vuole prendere atto del proprio fallimento, di aver perduto la battaglia della vita facendosi rimontare da Berlusconi».

PD PRIVO DI GRUPPO DIRIGENTE - Pittella, in un'intervista a LaNotizia ha parlato delle difficoltà del Pd ad opporre al Popolo della libertà (Pdl) un tema spendibile agli occhi dei cittadini che giustifichi il sacrificio delle larghe intese: «Ma come potremmo lanciare una parola d'ordine credibile se non abbiamo un punto di vista autonomo? Siamo ormai privi di un gruppo dirigente, altrimenti avremmo già imposto il taglio di almeno un punto della tassazione sulle imprese e sul lavoro come condizione per restare al governo. Qui è tutto precario, tutto improvvisato. Siamo nelle mani di una nomenclatura romana miope che non vuole mollare la presa e che preferisce che Sansone muoia con tutti i filistei».

SEGRETARIO SU PROGRAMMA NON SU SIMPATIA - Infine su Renzi, Pittella ha sottolineato come il sindaco di Firenze sia «una grande risorsa del partito ma che su molti, troppi temi non si è ancora espresso.Solo il congresso potrà dirci se Renzi ha una piattaforma programmatica adeguata. Non si può scegliere un segretario solo sulla base del nome e della simpatia».