23 agosto 2019
Aggiornato 00:30
La riforma della Legge elettorale

Grillo: «Il doppio turno? Ennesima truffa»

E' quanto si legge in un lungo testo pubblicato dal blog del leader 5Stelle Beppe Grillo. Il post è la trascrizione della videorubrica Passaparola, affidata nell'occasione allo storico e politologo Aldo Giannuli: «Il progetto vuole rendere irrilevante il Movimento 5 stelle»

ROMA - Il sistema elettorale a doppio turno è «l'ennesima truffa»: è quanto si legge in un lungo testo pubblicato dal blog del leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo. Il post è la trascrizione della videorubrica Passaparola, affidata nell'occasione allo storico e politologo Aldo Giannuli. Non si tratta di una posizione ufficiale del Movimento ma, data la delicatezza del tema, certamente spiega la recente diffidenza espressa da Grillo nei confronti del possibile varo di una riforma elettorale in Parlamento: Diffidenza che ha creato delle incertezze tra attivisti ed elettori, nonostante ufficialmente gli stellati restino oppositori del Porcellum, come ha ribadito oggi il prossimo capogruppo alla Camera Alessio Villarosa: «Non siamo assolutamente a favore del porcellum e questo si può vedere dalla posizione assunta alla Camera dalla mozione Giachetti per il rientro al mattarellum».

Dopo un lungo excursus sui vari sistemi elettorali, Giannuli spiega che il doppio turno, recentemente rilanciato «dall'ex-parlamentare e ex-presidente della Camera Violante, del Partito democratico», apparentemente «risponderebbe insieme alle esigenze di rappresentanza e di governabilità» ma in realtà «si tratta dell'ennesima truffa».

«Intanto - sostiene Giannuli - perché in termini di rappresentanza quello che conta è il voto libero del primo turno, se un partito ha il 29% al primo turno e al secondo turno dove partecipa allo scontro solo con un altro partito arriva al 50 e mezzo non vuole dire che ha il 50% dell'elettorato, ma è il 50% di quelli che sono andati a votare e dovendo scegliere su una scelta così limitata di due partiti ha votato, ma in termini di rappresentanza quel partito rappresenta il 29%, non il 50%. Ma soprattutto è una truffa per un'altra ragione, perché è chiaramente pensato in funzione ostile al Movimento 5 Stelle».

«Il calcolo - spiega l'esperto ospitato sul blog di Grillo - è questo: Partito democratico e Pdl nonostante tutto riescono a avere il primo e secondo posto. Il 5 Stelle prenderebbero i loro seggi nella quota proporzionale, ma sarebbero esclusi dal ballottaggio, questo è il progetto. Dopodiché gli elettori del Movimento 5 Stelle hanno due scelte o si astengono e probabilmente sarebbe la scelta maggioritaria oppure che votano? Votano Pd, è impensabile che votino per Berlusconi e per il Pdl, quindi in realtà il calcolo del Pd è che una parte dei voti del 5 Stelle comunque se li prendono, non li votano al primo turno e una parte li voterà al secondo. Nessuno voterà per Berlusconi, quella frazione in più di voti mi permetterà di battere Berlusconi e nel stesso tempo di rendere irrilevante il Movimento 5 Stelle».

Quagliariello: «Cambiare la legge elettorale è tra le riforme necessarie» - L'esigenza di riforme istituzionali riguarda «ovviamente» anche «la legge elettorale». Lo ha detto ai cronisti il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, parlando a margine di una iniziativa presso il suo ministero.

Per Quagliariello l'Italia ha bisogno di riforme: «Servono al paese e non sono un'iniziativa di palazzo. Fare le riforme oggi vuol dire avere un paese che può affrontare meglio la crisi. I paesi che hanno istituzioni che funzionano affrontano meglio la crisi rispetto agli altri».

Quagliariello ha concluso con l'auspicio che l'Italia «al più presto, con la partecipazione dei cittadini, possa avere quella efficacia ed efficienza nelle sue istituzioni che è propria dei paesi più sviluppati in Europa».