6 giugno 2020
Aggiornato 23:00
Giustizia | Ineleggibilità Berlusconi

Monti: «Non troverei la grazia scandalosa»

L'ex Premier sul Foglio: «Non sfugge l'eccezionalità del caso Berlusconi, ma il punto è la sua condanna che non può certo essere cancellata dal Senato, neppure nei suoi altri effetti di legge»

ROMA - Grazia sì, salvacondotto dal Senato no: è questa in sintesi la posizione espressa da Mario Monti, in un colloquio con il Foglio, a proposito della questione della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, dopo la condanna definitiva per frode fiscale. «La legge Severino - ha ricordato il leader di Scelta civica - è stata votata a larghissima maggioranza, anche dal Pdl, nove mesi fa e che allora nessuno sollevò obiezioni di costituzionalità; anzi, tutti sembravano desiderosi di mostrare i rigorosi sui criteri di incandidabilità e decadenza: erano solo ragioni elettoralistiche? Non credo».

CASO ECCEZIONALE - «Certo - ha aggiunto l'ex premier - non sfugge l'eccezionalità del caso Berlusconi, ma il punto è la sua condanna che non può certo essere cancellata dal Senato, neppure nei suoi altri effetti di legge che, lo ripeto, il Parlamento (e in buona misura gli stessi parlamentari che oggi dissentono) votarono nove mesi fa in piena consapevolezza».
Secondo Monti «i casi eccezionali vanno casomai affrontati con provvedimenti d'eccezione, ad esempio la grazia, che non troverei affatto scandalosa, a differenza di Beppe Grillo, proprio per il ruolo che Berlusconi ha avuto».

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