31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Giustizia | Processo Mediaset

«De Gregorio mente sulle rogatorie a Hong Kong»

Lo hanno denunciato in una dichiarazione congiunta i parlamentari Pdl Niccolò Ghedini e Pietro Longo, avvocati difensori dell'ex Premier: «Nessuna attività diretta-indiretta è stata condotta da Berlusconi»

ROMA - «Le dichiarazioni rese dall'ex senatore De Gregorio in relazione a un suo presunto interessamento a rogatorie eseguite dalla Procura di Milano a Hong Kong nell'ambito del processo così detto «Diritti» sono completamente destituite di ogni fondamento». Lo hanno denunciato in una dichiarazione congiunta i parlamentari Pdl Niccolò Ghedini e Pietro Longo, avvocati difensori di Silvio Berlusconi.

IL RUOLO DI AGRAMA - «Innanzitutto - hanno precisato i legali dell'ex Premier - la rogatoria era ben nota alle parti processuali e ciò fin dal gennaio del 2007 quando fu appunto eseguita la perquisizione presso gli uffici di Agrama ad Hong Kong. Tra l'altro tale atto non riguardava il processo 'Diritti' bensì il processo 'Mediatrade' da cui Berlusconi è stato ampiamente assolto. Tutta l'attività a Hong Kong difensiva è stata esclusivamente seguita dai difensori di Agrama come risulta pacificamente dagli atti ufficiali e dagli atti di causa. Mai nessuna attività né diretta né indiretta vi è stata dalla difesa del presidente Berlusconi. Nessun interesse vi era, fra l'altro, da parte della difesa Berlusconi che da anni attende quella documentazione che potrà ulteriormente comprovare che Frank Agrama non era socio occulto del presidente Berlusconi, bensì un imprenditore terzo ed autonomo».

L'«OFFERTA» DEL SENATORE - «Si tratta quindi - hanno concluso - di notizie totalmente prive di ogni verosimiglianza nel merito. L'unica cosa vera è che effettivamente l'allora senatore De Gregorio appresa evidentemente la notizia della rogatoria a Hong Kong sulla stampa tentò di accreditarsi con il presidente Berlusconi offrendosi per fornire informazioni e attività sul punto. Tale offerta fu recisamente respinta sia perché ritenuta non corretta né percorribile, sia perché come detto l'interesse della difesa era quella di ottenere quella documentazione. Tale situazione è comprovata dal fatto che mai la difesa Berlusconi ha proposto ricorsi od opposizioni alla trasmissione di quegli atti».

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