18 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
Berlusconi sexy-gate | Caso Ruby

Rossella: «Nella sala del bunga bunga solo cinque minuti»

Il presidente di Medusa al Corriere della Sera: «Non posso farci niente. Anche se dovessero indagarmi per falsa testimonianza, non potrei che tornare in aula e ripetere ciò che ho già detto giurando di dire tutta la verità, nient'altro che la verità...»

ROMA - «Non posso farci niente. Anche se dovessero indagarmi per falsa testimonianza, non potrei che tornare in aula e ripetere ciò che ho già detto giurando di dire tutta la verità, nient'altro che la verità...». Il presidente di Medusa Carlo Rossella, parlando con il Corriere della sera, ha rinnovato la sua versione dei fatti sulla serata di Arcore in sua presenza, costatagli una richiesta di possibile incriminazione per falsa testimoniana da parte del Tribunale di Milano che ha condannato a sette anni Silvio Berlusconi nel processo Ruby.

NELLA SALA DEL BUNGA BUNGA PER CINQUE MINUTI - «Io posso riferire - ha ripetuto Rossella - ciò che ho visto, e non ciò che non ho visto. La cena si svolse in un'atmosfera festosa, davvero di grande allegria. Ad un certo punto partirono pure un paio di trenini, i caroselli danzanti: quelle cose che si fanno anche a Capodanno. Poi scendemmo giù, nella sala del bunga bunga. Vuol sapere se vidi situazioni strane, tipo toccamenti o sederi in bella mostra? No, niente di tutto questo. Bevvi una cosina, roba di cinque minuti, e poi, come spiegato ai giudici, filai via. E io non so cosa accadde quando andai via. Quella sera non vidi ragazze in maschera. Non mi accorsi di circostanze curiose. Però, ripeto, io nella sala del bunga bunga rimasi non più di cinque minuti».