20 gennaio 2020
Aggiornato 07:00
Riforma legge elettorale

Franceschini: «Modificheremo il Porcellum entro la fine di luglio»

L'annuncio del Ministro: «Le prime due letture del Ddl costituzionale con le tappe del percorso delle riforme costituzionali e le correzioni per la clausola di salvaguardia che eviti di tornare a votare con l'attuale legge elettorale saranno votate entro il 31 luglio»

ROMA - «Le prime due letture del Ddl costituzionale con le tappe del percorso delle riforme costituzionali e le correzioni per la clausola di salvaguardia che eviti di tornare a votare con l'attuale legge elettorale saranno votate entro il 31 luglio». Lo annuncia il ministro per i Rapporti col Parlamento, Dario Franceschini, al termine del vertice Governo-capigruppo maggioranza presieduto a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Enrico Letta.

Il 29 maggio si terrà invece il dibattito parlamentare, che sarà introdotto dal premier Enrico Letta, al termine del quale verrà votata una mazione di maggioranza che conterrà le indicazioni sulle modifiche al porcellum. Modifiche che con ogni probabilità verranno affidate dal Parlamento ad una proposta del governo.

Subito dopo, probabilmente già il 30 maggio, il governo provvederà invece a nominare la 'sua' commissione di esperti, che avrà funzione esclusivamente consultiva: «La discussione e approvazione delle riforme - hanno ribadito sia Franceschini che Gaetano Quagliariello - sarà invece compito esclusivo del Parlamento», attraverso il 'Comitato dei 40', formato da componenti delle Affari Costituzionali di Camera e Senato, che sarà istituito con il ddl costituzionale nel quale appunto si indicherà il percorso di riforme.

Il 'Comitato dei 40', ha spiegato Franceschini, «consentirà da un lato la parità di rappresentanza tra Montecitorio e palazzo Madama, e dall'altro un riequilibrio numerico rispetto al premio di maggioranza». L'obiettivo del governo, ha aggiunto Franceschini, è quello di «coinvolgere tutti i gruppi parlamentari, visto che stiamo riscrivendo le regole del gioco che devono essere il più possibile condivise».