31 ottobre 2020
Aggiornato 11:00
Elezioni | Comunali Roma 2013

De Vito: «Con Marino all'Acea oltre al danno anche la beffa»

Il candidato Sindaco di Roma di «5 Stelle» denuncia gli antichi legami fra Veltroni e Caltagirone, il nuovo padrone del gioiello romano

ROMA - «Ignazio Marino e i suoi amici hanno compiuto l'ultima spoliazione dell'Acea: dopo averla usata per anni come contenitore di parentele e lottizazioni, ieri hanno finito di spremerla utilizzandola come cassa di risonanza della loro propaganda elettorale», è il commento di Marcello De Vito a proposito dell'exploit effettuato ieri dal candidato a Roma del Pd che ha partecipato, dopo avere comprato un pacchetto di titoli, come azionista all'assemblea della società in cui sono stati rinnovati i vertici del gruppo romano.

«Alemanno - spiega il candidato sindaco De Vito - non ha fatto che ultimare un lavoro ai fianchi che ha origini lontane e si può fare risalire alla giunta Veltroni. Ieri Marino ha avuto la faccia tosta di presentarsi all'Acea come se fosse caduto dal pero, come se non fosse a conoscenza che coloro che lo hanno candidato e che lo sostengono nella sua campagna elettorale sono gli stessi che hanno creato le condizioni affinchè si compisse l'ultimo scempio di Alemanno. Nè c'è alcunchè di cui meravigliarsi per l'anomalo intreccio fra la sinistra di Marino e la destra di Alemanno, visto che il beneficiario di questa operazione predatoria nei confronti di uno dei gioielli di Roma è lo stesso, e cioè quel Franco Caltagirone dalle ingenti disponibilità finanziarie, alla cui potenzialità bisogna aggiungere la forza d'urto mediatica del quotidiano più letto a Roma e cioè Il Messaggero. Insomma con Marino all'Acea abbiamo assistito oltre al danno anche alla beffa».