31 ottobre 2020
Aggiornato 11:00
Per Alicata, delle direzione Lazio dei Democratici, sospetta la presenza di molti nomadi ai seggi

De Vito (M5Stelle): Sul candidato sindaco del PD l’ombra dei rom

Le urne non si erano chiuse quando Cristina Alicata, della direzione regionale del Pd Lazio ha lanciato l’allarme per la insolita e massiccia presenza dei nomadi ai seggi per eleggere il candidato sindaco dei Pd, lasciando intendere che qualcuno dei concorrenti alla poltrona del Campidoglio potesse essere ricorso al voto di scambio

Rom e rumeni: un autogol del PD - «Insomma in un colpo solo il Pd romano si è autoaccusato di essere un po’ razzista e un po’ taroccatore di voti», è stato il commento di Marcello De Vito candidato a sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle.
«Un bel colpo - continua De Vito - per salutare un candidato sindaco che ama presentarsi come portatore di una cultura della politica alì’americana. Per la verità la vicenda dei Rom e dei rumeni è solo l’ultimo degli episodi che da tempo concorrono regolarmente a sconfessare l’abitino compito con il quale tende a presentarsi l’esponente dei democratici prescelto ieri».

Meglio la politica del bisturi - Tornato in Italia con la fama di chirurgo affermatosi negli Stati Uniti, il candidato sindaco del Pd ha infatti abbandonato in fretta il bisturi per una veloce quanto proficua carriera politica.
In un balzo, l’uomo che per il Pd dovrebbe governare Roma appena arrivato conquistò infatti la poltrona di presidente della commissione sanità della Camera dei Deputati. Molti, a suo tempo, nutrirono molte speranze nei confronti del possessore di un curriculum a stelle e strisce all’opera in un ruolo così importante.
Erano infatti convinti che chiunque avesse abbracciato la cultura sanitario-politica degli Stati Uniti mai avrebbe potuto accettare che i primari di chirurgia in Italia fossero scelti da un direttore generale di nomina politica.

Dietro gli Stati Uniti gli inciuci all' italiana - In breve la speranza si è trasformata in profonda delusione: fra gli atti parlamentari, chi aveva nutrito speranze di cambiamento, invano ha cercato di reperire qualche atto o documento che testimoniasse, non dico un provvedimento, ma anche solo una affermazione di avversione del presidente della Commissione sanità della Camera contro la presenza invadente e corruttrice della politica negli ospedali.
Ora il candidato sindaco del Pd, appena promosso all’insegna di un flop di partecipazione alle primarie, promette meritocrazia e trasparenza. E’ dimostrato, però, che quando ha avuto la possibilità di mettere un pratica quello che ora va promettendo si è ben guardato dal realizzarlo o promuoverlo.

La domanda del grillino De Vito - «La domanda che i cittadini si pongono, dopo la sua vittoria fortemente voluta dalla parte più incancrenita dell’apparato del Pd - conclude Marcello De Vito» è questa: ma perché i romani, dopo tanto fumo senza sostanza prodotto in passato, dovrebbero credergli adesso?