10 aprile 2020
Aggiornato 14:00
Giustizia | Caso De Gregorio

De Gregorio: «Non so nulla di Razzi e Scilipoti»

«La mia è una operazione di verità». Ha detto così Sergio De Gregorio lasciando gli uffici di piazzale Clodio dopo essere stato sentito in qualità di indagato in procedimento connesso dal pm Alberto Pioletti e dall'aggiunto Francesco Caporale della Procura di Roma

ROMA - «La mia è una operazione di verità. Ho fatto la scelta processuale di parlare delle cose che sapevo e delle quali ho già detto». Ha detto così Sergio De Gregorio lasciando gli uffici di piazzale Clodio dopo essere stato sentito in qualità di indagato in procedimento connesso dal pm Alberto Pioletti e dall'aggiunto Francesco Caporale della Procura di Roma.

NON SO NULLA DI RAZZI E SCILIPOTI - Sull'esposto presentato da Antonio Di Pietro sulla vicenda di Giuseppe Caforio, che aveva raccontato di essere stato invitato a sfiduciare il governo di Romano Prodi dietro il corrispettivo di cinque milioni di euro, De Gregorio ha riferito che «Di Pietro avrebbe fatto bene a conservare la cassetta con la registrazione. Poi magari qualcuno si inventerà che l'hanno rubata i servizi segreti americani, ma di fatto se l'è persa».
Rispetto ad alcune delle questioni che gli sono state sottoposte dai magistrati, De Gregorio ha aggiunto: «Non so nulla di Antonio Razzi e Domenico Scilipoti. Non so nulla del loro passaggio. Sono cose che si sono consumate alla Camera ed io sono stato sette anni al Senato. Di quanto avvenuto per loro non so nulla».
Sulla sua collaborazione con gli inquirenti De Gregorio ha spiegato: «Se dovrò andare agli arresti domiciliari non c'è problema».

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