9 dicembre 2019
Aggiornato 13:30

Rodotà: «I grillini possono essere un'opportunità»

Così Stefano Rodotà in un'anticipazione del colloquio con Marco Damilano che uscirà domani sull'Espresso: «La Rete dovrebbe servire a far saltare le barriere, dovrebbe esserci quasi l'obbligo di andare a vedere le opinioni degli altri, i link ai siti che non la pensano come te. In 5 Stelle vedo cose che ancora non conosciamo e alcune potenzialità»

ROMA - «Finora Grillo si è mosso da predicatore. Nel fenomeno Grillo ci sono la Rete, lo Tsunami tour, i media tradizionali che usa con astuzia. Parla di comunità, parola che può diventare rischiosa se si allude a un'identità' chiusa agli altri, un recinto. Ma la Rete dovrebbe servire a far saltare le barriere, dovrebbe esserci quasi l'obbligo di andare a vedere le opinioni degli altri, i link ai siti che non la pensano come te. In 5 Stelle vedo cose che ancora non conosciamo e alcune potenzialità». Così Stefano Rodotà in un'anticipazione del colloquio con Marco Damilano che uscirà domani sull'Espresso.

LA RETE PRODUCE LEADERSHIP - Quanto all'altro guru del MoVimento 5 Stelle, Rodotà osserva: «Casaleggio dice cose che sosteneva già il capo della destra repubblicana americana Newt Gingrich negli anni Novanta, in chiave tendenzialmente autoritaria. Da noi il successo di Grillo dimostra che vent'anni di deserto di rappresentanza politica ha provocato nei cittadini il massimo della richiesta di rappresentarsi da soli. L'esito è aperto». Il rischio è che «nella Rete tutti in partenza sono uguali, ma può svilupparsi una predisposizione a investiture di capi carismatici. La Rete dà l'illusione della sovranità di ciascuno, ma produce leadership. Il campo della battaglia per la democrazia elettronica è aperto, nessun esito è escluso, dal fascismo digitale al socialismo realizzato».

LA POLEMICA SUL VINCOLO DI MANDATO - Ma tra le potenzialità che i grillini offrono alla politica, Rodotà vede anche un ritrovato ruolo del Parlamento: «Quando ero deputato io si diceva che legiferasse solo sulle cozze, poi è finito ad approvare decreti con voti di fiducia, ora deve tornare al suo ruolo di legislazione di principio e di controllo. E aprirsi alla società, anche con forme di democrazia diretta. Penso alle leggi di iniziativa popolare che devono essere messe obbligatoriamente in discussione, come i referendum. Se fosse così, l'arrivo di 5 Stelle può diventare l'occasione per restituire centralità al Parlamento, farlo tornare luogo di comunicazione tra politica e cultura». Una analisi che però confligge con i proclami di Grillo contro l'articolo 67 sull'assenza di vincolo di mandato per i parlamentari: «Ma il lavoro parlamentare non funziona così! O si nega ai parlamentari qualsiasi autonomia, e li si trasforma in una specie di osservatori in Parlamento che non votano e non decidono. Oppure si entra nel gioco, come è accaduto in Sicilia».