9 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Istituzioni

Il 15 Marzo debutta la XVIII Legislatura

Sulla presidenza delle Camere si gioca la prima partita politica del nuovo Parlamento e sarà questo il banco di prova effettivo per il nuovo assetto politico e per il ruolo che il Movimento 5 stelle, con la carica dei 163 «cittadini eletti», vorrà esercitare

ROMA - Nessuna accelerazione, la diciassettesima legislatura debutta, come stabilito nel decreto di scioglimento delle Camere e poi ribadito dal presidente Giorgio Napolitano, il 15 marzo. Il nuovo Parlamento apre quasi in contemporanea alla Camera e al Senato con la prima seduta fissata rispettivamente alle 10,30 e alle 11 di venerdì della prossima settimana. E all'ordine del giorno ci sarà soprattutto, insieme alla costituzione dei rispettivi uffici di presidenza provvisori e alla proclamazione degli eletti, l'elezione dei presidenti di Montecitorio e di Palazzo Madama.

Sulla presidenza delle Camere si gioca la prima partita politica del nuovo Parlamento e sarà questo il banco di prova effettivo per il nuovo assetto politico e per il ruolo che il Movimento 5 stelle, con la carica dei 163 'cittadini eletti', vorrà esercitare. I tempi, regolamento alla mano, dovrebbero essere veloci: sia per la Camera che per il Senato è sufficiente, dal terzo scrutinio in poi, la maggioranza assoluta dei voti. A Palazzo Madama se non si raggiunge il quorum si procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati con il maggior numero di voti. In caso di pareggio vince il più anziano di età.

I 'giochi' sulla presidenza delle Camere sono più che mai aperti. Su Montecitorio se non si scioglie il nodo del rapporto tra il Pd e il Movimento 5 stelle - accordo o nulla da fare - ogni ragionamento è prematuro. E' circolato il nome di Marta Grande, giovane deputata grillina, 'papabile' per lo scranno più alto della Camera ma solo nel caso - e la strada pare sempre più in salita - si profili un'intesa programmatica tra democratici e Grillo. Per Palazzo Madama Anna Finocchiaro pare in pole position ma anche il Pdl 'scalda i motori' e tra i nomi c'è quello di Silvio Berlusconi. Via al toto-nomine anche per il ruolo di capogruppo del Pdl: si esclude un incarico bis per Maurizio Gasparri, in corsa ci sono Paolo Romani, fedelissimo di Berlusconi, il campano Francesco Nitto Palma, l'esperto di riforme Donato Bruno.

Per quanto riguarda le vice presidenze guardando la geografia del nuovo Parlamento è possibile che alla Camera due vadano al centrosinistra che ha incassato il premio di maggioranza, uno al Pdl e uno al Movimento 5 stelle che con il 25,5% è il primo partito alla Camera. A Palazzo Madama regna l'incertezza: il primo partito a livello di seggi è il Pd, seguito dal Pdl e da Grillo. Anche qui i grillini potrebbero aspirare ad ottenere una vice presidenza dell'assemblea.

Le sedute inaugurali della diciassettesima legislatura saranno guidate alla Camera da Antonio Leone, che è il vicepresidente più anziano per elezione tra quelli della legislatura precedente, e al Senato da Emilio Colombo, senatore a vita, che 'sostituirà' Giulio Andreotti che, con i suoi 94 anni, ha preferito non sobbarcarsi la fatica di presiedere l'aula.