30 agosto 2025
Aggiornato 17:00
Verso le Consultazioni

Cicchitto al PD: «O con Grillo o con noi»

Lo afferma, in una nota, il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, secondo cui «sono del tutto sconsigliate, visto il quadro economico-finanziario, nuove, immediate elezioni anticipate»

MILANO - «O il Pd e il Movimento a 5 stelle formano una chiara maggioranza rispetto alla quale noi svilupperemo una coerente opposizione sulla base della piattaforma programmatica sostenuta durante le elezioni, oppure il Pd rivede la sua impostazione politica di fondo per assicurare al Paese, con il concorso delle forze parlamentari presenti in Parlamento, senza pregiudiziale alcuna, la governabilità del paese». Lo afferma, in una nota, il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, secondo cui «sono del tutto sconsigliate, visto il quadro economico-finanziario, nuove, immediate elezioni anticipate».

IL GATTO CON IL TOPO - Per Cicchitto, Grillo «sta giocando con il Pd come il gatto con il topo. La linea di Grillo è evidente: o gli si concede tutta la posta (una presidenza del consiglio grillina) oppure egli opta perché ci sia un governo minoritario espresso dal Pd, rispetto al quale non si sporca le mani a concedergli la fiducia, ma che poi intende sostenere come la corda sostiene l'impiccato: cioè di volta in volta appoggiando o no questo o quel provvedimento in modo da affermare fino in fondo la supremazia del Movimento a 5 stelle e la subalternità del Pd».
«Non si capisce neanche, però - prosegue Cicchitto nel ragionamento - come questo governo per definizione minoritario potrebbe ottenere la fiducia in Parlamento, che può essere data solo da una maggioranza di Parlamento». L'esponente del Pdl rileva poi la «straordinaria volatilità politica del Pd: prima, quand'era sicuro che la sua coalizione avesse la maggioranza, trattava i grillini come dei populisti fascisti, peggiori anche dell'odiato Berlusconi e del disprezzato centro-destra, adesso sta con il cappello in mano davanti a Grillo e al Movimento a 5 stelle sostenendo che i programmi delle due forze politiche hanno molti punti in comune».