1 marzo 2024
Aggiornato 05:00
Politiche Vaticane

Cardinale Bagnasco: La Chiesa si schiera con chi difende i valori fondamentali

Lo ha dichiarato questa mattina a Genova il presidente della Cei e arcivescovo del capoluogo ligure, cardinale Angelo Bagnasco, a margine della presentazione del suo libro «La porta stretta»

GENOVA - In questa campagna elettorale, «la Chiesa si schiera con quei valori fondamentali che fanno l'umano e che una società distratta e a volte un po' ideologizzata come la nostra sembra o dimenticare o non considerare come fondativi perché è impossibile pensare ad uno stato sociale efficace, ad una riforma dello Stato, ad una riforma dell'economia, della finanza, del mondo dell'industria che non abbia come primato e come centro la persona». Lo ha dichiarato questa mattina a Genova il presidente della Cei e arcivescovo del capoluogo ligure, cardinale Angelo Bagnasco, a margine della presentazione del suo libro «La porta stretta».

«Come facciamo a pensare a delle riforme socio economiche, finanziarie e strutturali se uno Stato, una società -ha proseguito il presidente della Cei- non difende a spada tratta, in ogni modo e a qualunque costo, la vita più fragile?». Secondo Bagnasco, «i temi della vita pubblica, della casa, della sanità, dell'istruzione e del lavoro si devono affrontare tenendo d'occhio e favorendo la primaria attenzione alla vita quando è più fragile e cioè nel suo inizio e nella sua fine. Se noi non teniamo fermi questi due momenti dove la vita è più fragile e indifesa - ha detto ancora il Cardinale - come potrà uno Stato essere giusto nel perdurare della vita umana?»

«Se non difende, promuove, valorizza e sostiene la famiglia che è fondata sul matrimonio tra uomo e donna in cui il bambino è concepito, cresce e viene educato nella ricchezza complementare delle differenze, come sarà poi la nostra società, su quali basi reggerà?», ha aggiunto. «La Chiesa - ha concluso il presidente della CEI - deve ricordare ad una società distratta i fondamentali perché senza i fondamentali non ci sono conseguenze corrette».

Maggiore attenzione alla famiglia - «Auspicherei che ci fosse ancora più attenzione sul tema della famiglia perchè se l'Italia ha retto fino ad oggi, credo che in prima battuta lo debba proprio alla famiglia che ha retto in quanto famiglia perché nel proprio interno è rimasta il crogiuolo di forze positive, di rigenerazione della persona, di fiducia, di stima, non solo di alimentazione, di sostegno materiale per i singoli membri della famiglia».

«Se una persona si sente sola di fronte alle difficoltà e non stimata da nessuno - ha aggiunto Bagnasco - perde la fiducia in sé stessa, si paralizza. Il primo luogo luogo naturale indispensabile perché questo non avvenga - ha detto ancora il cardinale - è la famiglia, sono i rapporti virtuosi all'interno del nucleo familiare. Per questo - ha concluso - la famiglia meriterebbe un'ulteriore ed una più grande attenzione da un punto di vista culturale e qui mi affido anche ai mezzi di comunicazione di massa e sul piano politico, concreto, sociale, per questo nucleo che è la cellula portante della società».

Chi ha più responsabilità sia esempio coerenza - «Chi ha maggiore responsabilità, in qualunque ambiente, è più esposto e quindi deve essere molto più responsabile per essere coerente e di esempio, per fare bene il proprio dovere».

Secondo il presidente della Cei, «più è coerente con i propri impegni e con un codice morale di comportamento degno della persona umana colui che ha maggiore responsabilità, più i mezzi di comunicazione possono fare meglio il proprio lavoro. Nello stesso tempo - ha aggiunto Bagnasco riferendosi ai giornalisti presenti - mi chiedo se sia possibile non dico passare sotto silenzio, perché non sarebbe corretto ma enfatizzare meno determinati esempi negativi perché sembra quasi che a volte tendiamo a dare troppa importanza a certi esempi che invece meriterebbero zero».

I mezzi di comunicazione devono «valorizzare un modo diverso di pensare e vivere, nel veicolare le categorie dell'onestà, del senso del dovere, dell'onore, dell'essenzialità anziché -ha sottolineato il cardinale- enfatizzare categorie ed esempi opposti. Nella misura in cui si riesce a valorizzare certe categorie sane e meno altre - ha concluso il presidente della CEI - c'è un grande vantaggio, una grande responsabilità e un grande merito».