27 novembre 2020
Aggiornato 08:30
Elezioni | Elezioni Politiche 2013

Grillo, in rete «le perle di Favia-Laqualunque»

Beppe Grillo ha messo on line, via youtube, vecchie interviste di Giovanni Favia, consigliere grillino da lui alontanato dall'M5S dopo il noto fuorionda estivo che denunciava la democrazia interna ed oggi candidato al Parlamento con «Rivoluzione civiile» di Antonio Ingroia, nel quale Favie dice tutto il male possibile di Antonio Di Pietro e Idv

ROMA - «Le perle di Favia». Beppe Grillo ha messo on line, via youtube, vecchie interviste di Giovanni Favia, consigliere grillino da lui allontanato dall'M5S dopo il noto fuorionda estivo che denunciava la democrazia interna ed oggi candidato al Parlamento con 'Rivoluzione civiile' di Antonio Ingroia, nel quale Favie dice tutto il male possibile di Antonio Di Pietro e Idv, oggi compagni e alleati di lista e avventura politica.

Il video, pubblicizzato da Grillo via Twitter, è preceduto da una presentazione in cui il candidato Favia viene presentato inun manifesto elettorale che lo ribattezza 'Favialaqualunque' e che lo vede campeggiare con i vestiti sgargianti del Cetto di Antonio Albanese, all'interno di un manifesto elettorale il cui slogan è un impegno politico chiaro: «Prima mi voti, poi ti dico se resto al mio posto».

Grillo contro i manifesti dei big: Chi paga i faccioni? - «Sono tornati i faccioni. Quello triste di Gargamella Bersani non ti molla in tutte le metropolitane, quello sfacciato di chi ha le spalle sempre coperte di Azzurro Caltagirone campeggia negli svincoli autostradali, e via via faccioni nuovi, usati, di foglie di fico, restaurati. La domanda sorge spontanea. Chi li paga? Vi è il legittimo sospetto che possano essere anticipi dei contributi elettorali, quelli bocciati da un referendum e chiamati «rimborsi» per prendere lessicalmente per il culo gli italiani. Ma se sono anticipi, chi anticipa? Privati, banche amiche, lobby». Beppe Grillo, dal suo blog, lancia una crociata contro i manifesti elettorali che ormai campeggiano in tutte le città dei leader avversari dell'M5S, mettendo di spalla alla sua denuncia il manifesto di Pierluigi Bersani.

«Decenza vorrebbe - ha proseguito Grillo - che gli indecenti faccioni spieghino come pagano le imponenti affissioni che deturpano il Paese. Una risposta sarebbe gradita e anche una rinuncia scritta ai rimborsi elettorali come per ora ha fatto solo il M5S. Faccioni a scrocco, rispondete...».