20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
La rimozione della Costa Concordia

Naufragio Giglio, non si può alleggerire la nave dall'acqua

Girotto: «E' fattibile invece rimuovere eventuali inquinanti». Rimozione nave costerà circa 400 milioni di dollari. Costa: «La nave non subirà alcuna rottura». Codacons: «Doppia beffa per i naufraghi»

GROSSETO - «Non si alleggerirà, non è previsto». Togliere acqua dalla Costa Concordia per diminuirne il peso sarebbe «impossibile e inutile». Resta invece in piedi l'idea di individuare punti specifici del relitto per rimuovere sostanze potenzialmente inquinanti. E' quanto precisa Sergio Girotto, project manager di Micoperi, che coadiuva Titan Salvage nel progetto di rimozione della nave, naufragata davanti al Giglio il 13 gennaio 2012.
«Quello che tolgo, si rimette di nuovo, ma dal punto di vista del sollevamento e del traino, non cambia niente», spiega Girotto. «Invece dal punto di vista della rimozione di eventuali sacche, o aree dove c'è dell'inquinante, fattibile».
A garantire il galleggiamento della nave, dunque, «sarà unicamente una serie di grandi galleggianti che collegheremo al relitto». «La nave non può essere alleggerita dall'acqua - continua Girotto - perché ha una falla di 50 metri dalla quale l'acqua entra liberamente, poi ha una serie di danneggiamenti nella parte dove è appoggiata e dove l'acqua entra e esce liberamente. Anche volendo è impossibile sigillare la nave, la rimozione di acqua non aiuterebbe l'operazione».

Rimozione nave costerà circa 400 milioni di dollari - I costi previsti per la rimozione della Costa Concordia sono di circa 400 milioni di dollari. Inizialmente, a maggio, il budget era di circa 300 milioni. Già ad ottobre il direttore dei lavori per Costa, Franco Porcellacchia, aveva precisato che la cifra sarebbe stata di 400 milioni. Tra gli imprevisti principali incontrati nel corso dell'installazione delle infrastrutture intorno al relitto della nave naufragata il 13 gennaio 2012, vi è la consistenza del granito caratteristico dell'isola del Giglio.

Costa: la nave non subirà alcuna rottura - Ogni proiezione e studio assicurano che «la Costa Concordia non avrà rotture», al momento della rotazione per poterla rimuovere dall'isola del Giglio. Lo assicura Franco Porcellacchia, responsabile per Costa del progetto di rimozione del relitto, naufragato il 13 gennaio 2012.
«Il calcolo lo abbiamo fatto fare anche da altre esperti, in particolare da Fincantieri che sono i depositari delle conoscenze maggiori circa le caratteristiche strutturali della nave, essendo loro che l'hanno costruito. E - precisa Porcellacchia - abbiamo verificato che nell'applicazione dei carichi che serviranno per raddrizzarla, la nave ha un comportamento tale che ci assicura che non ci saranno rotture».

Il 70% dei passeggeri è già stato risarcito - Stando ai dati Costa aggiornati a dicembre 2012, dei 3.055 passeggeri tornati nelle proprie case senza subire lesioni fisiche, il 70% ha ottenuto i rimborsi ed i risarcimenti, accettando l'accordo con Costa che prevedeva indennizzi di 14.000 euro a passeggero. Lo evidenziano come «buona notizia», in una nota congiunta, le associazioni Adusbef e Federconsumatori, riferendosi al naufragio della Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012 di fronte all'isola del Giglio. Dei restanti passeggeri il 20% non ha ancora preso una decisione e solo il 10% ha intrapreso azioni legali, di cui due terzi negli Usa.
«Un accordo (la cui sottoscrizione è completamente gratuita per rispetto del disastro avvenuto) che abbiamo fortemente voluto che ha evitato ai cittadini lunghi tempi di attesa e onerosi costi di carattere legale, ma ha anche scongiurato un ulteriore sovraccarico per i tribunali italiani», commentano le associazioni di consumatori.

Codacons: doppia beffa per i naufraghi - «Doppia beffa per i naufraghi della Concordia». Lo sostiene in una nota il Codacons spiegando che, dopo il fallimento della trattativa avviata da Costa Crociere con alcune associazioni dei consumatori, che ha portato ai «risarcimenti beffa di 11mila euro a passeggero, un vero e proprio schiaffo morale per chi ha rischiato la vita a bordo della nave, arriva la seconda beffa, rappresentata dalle accuse rivolte da Carnival ai naufraghi».
Secondo la società, infatti, comportamenti negligenti dei passeggeri furono la concausa, se non la causa, di lesioni e danni riportati dai viaggiatori. «Dopo la delusione per i micro-indennizzi concessi da Costa Crociere, per i naufraghi arrivano gli insulti di Carnival - afferma il presidente Carlo Rienzi - dichiarazioni così inaccettabili che stiamo valutando una querela per ingiurie nei confronti della società e a tutela delle vittime del naufragio, doppiamente danneggiati da risarcimenti vergognosi e insulti gratuiti».