20 novembre 2019
Aggiornato 03:00
Movimenti | Lista Ingroia

I dubbi dei movimentisti: Arcobaleno bis con Ingroia al posto di Bertinotti

Raggiunto al telefono da Tm News Livio Pepino, ex magistrato ed ex dirigente dell'Anm, ha dato questa valutazione dell'intesa per la Lista Ingroia Rivoluzione civile. L'altolà di Pisapia: «Arancioni non sono un partito»

ROMA - «La mia valutazione personale è che la proposta, così com'è, è del tutto insoddisfacente, è una ripetizione dell'Arcobaleno con Ingroia al posto di Bertinotti». Raggiunto al telefono da Tm News Livio Pepino, ex magistrato ed ex dirigente dell'Anm, ha dato questa valutazione dell'intesa per la Lista Ingroia Rivoluzione civile.
Tra i primi firmatari dell'appello per un polo unitario di sinistra con lo storico Marco Revelli e il sociologo Luciano Gallino, Pepino ha precisato tuttavia che «ci sarà come previsto una consultazione telematica dei 13mila firmatari del nostro appello 'Cambiare si può'. Ai quali porremo un quesito sulla possibilità di aderire alla Lista unitaria a quelle condizioni». Il tema che divide è soprattutto l'accento quasi esclusivo posto da Ingroia sulle questioni della legalità e della lotta alla mafia ma soprattutto il peso dei partiti nella lista. I contatti di ieri hanno lasciato una scia di freddezza fra Ingroia e i movimentisti di sinistra, che volevano ricreare una mobilitazione diffusa sul modello di quella risultata vincente per i referendum su acqua e nucleare. Oggi, del resto, lo stesso Ingroia ha spiegato che «sarebbe una mortificazione eccessiva» impedire ai partiti, che non compaiono nel simbolo elettorale, di candidare i loro leader.
In ogni caso, «il risultato della consultazione si conoscerà fra pochi giorni - ha precisato Pepino - e chi si ritiene soddisfatto avrà modo di sviluppare le sue ragioni».

Ferrando (Pcl): I comunisti non stanno con ex pm - «La lista arancione attorno ad Ingroia subordina le ragioni del lavoro alla leadership di magistrati o liberal questurini(Di Pietro): che dopo essere stati scaricati dal PD sperano di ricevere la benedizione di un governo Bersani nella prossima legislatura». E' quanto afferma Marco Ferrando del partito comunista dei lavoratori.
Secondo Ferrando poi «la polemica di Ingroia con Grasso non è solo un battibecco tra magistrati: è la contesa di uno spazio politico al fianco di Bersani. 'Rivoluzione civile' è solo una lista..in lista d'attesa presso il centrosinistra. La scelta di PRC e PDCI di dissolversi nell'arancione liquida l'autonomia della sinistra. Il Partito Comunista dei Lavoratori(PCL) sarà alle prossime elezioni l'unica presenza riconoscibile della sinistra e dei suoi simboli, quali espressione delle ragioni del lavoro e di un programma anticapitalista».

Altolà di Pisapia: Arancioni non sono un partito - Il movimento arancione? E' nato a Milano lo ha rivendicato oggi, sull'Unità, il sindaco meneghino Giuliano Pisapia, che si è detto «preoccupato per i pericoli che vedo profilarsi all'orizzonte: vedere il popolo arancione strattonato da tutte le parti, trasformato in un aspirante piccolo partito, strumentalizzato al fine di ottenere qualche deputato, plasmato per infilarlo in una lista, accodato a questo o quel candidato leader scelto dall'alto». Oggetto della presa di posizione di Pisapia è l'uso dell'arancione per il movimento lanciato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris e che poi si è fuso nella lista Ingroia.
De Magistris fu eletto primo cittadino con una campagna condotta sotto le bandiere arancioni nella stessa tornata amministrativa che portò Pisapia a palazzo Marino. Pisapia non ha citato Napoli nel suo articolo, ma ha richiamato l'esperienza «di Cagliari, di Genova e di centinaia di amministrazioni comunali in tutta Italia» e lo ha fatto, ha precisato, «non per mettere il cappello né per difendere una primogenitura». Ma ha ribadito la convinzione che «una realtà così complessa non possa essere rappresentata da una lista».
«Attenzione - ha concluso - a non uccidere l'esperienza più bella che tante donne e tanti uomini hanno costruito per dare una speranza di futuro migliore per tutti».