25 maggio 2020
Aggiornato 11:00
Partiti | Crisi PDL

Berlusconi e gli ex AN a un passo dall'addio

Ignazio La Russa è il più convinto di tutti. Ieri ha incontrato Giorgia Meloni. Insieme potrebbero dar vita a un soggetto di destra - potrebbe chiamarsi «Centrodestra italiano» - scegliendo la via di una scissione più o meno morbida. Ma la giovane ex ministro tentenna, valuta anche la strada di una forza autonoma insieme a Guido Crosetto

ROMA - Sono a un passo dall'addio. Meglio, dagli addii. Perché gli ex An si presentano al momento della verità divisi. Dopo la loro brusca 'cacciata' per mano di Silvio Berlusconi in diretta televisiva, infatti, si è innescata una girandola di incontri e contatti tra i colonnelli dell'ex Alleanza nazionale. Le scissioni, più o meno morbide, sembrano ormai inevitabili. Oggi appare in questo contesto l'ennesimo giorno della verità.

Ignazio La Russa è il più convinto di tutti. Ieri ha incontrato Giorgia Meloni. Insieme potrebbero dar vita a un soggetto di destra - potrebbe chiamarsi 'Centrodestra italiano' - scegliendo la via di una scissione più o meno morbida. Ma la giovane ex ministro tentenna, valuta anche la strada di una forza autonoma insieme a Guido Crosetto, che avrebbe un'unica ragione sociale: il rinnovamento. Il gigante azzurro a suo volta non resta fermo e oggi ha incontrato Angelino Alfano.
La giornata di oggi appare dunque determinante per la sorte dei dirigenti che provengono da via della Scrofa. A sera è infatti in agenda un incontro tra La Russa, Meloni, Gasparri (che ancora frena sulla separazione, ma difficilmente romperà con l'ex ministro della Difesa) e i parlamentari d'area. Sarà in quella sede che quasi tutti si attendono decisioni irrevocabili. Ed è lì che Meloni potrebbe annunciare la strada prescelta. Ed è lì che La Russa potrebbe spiegare che se scissione deve essere, sarà meno morbida di quanto immaginato. Un modo per marcare le differenze e sottolineare i valori di riferimento rispetto ai berlusconiani, aggregando consenso in campagna elettorale.

Ma è tutto il mondo aennino in subbuglio. Gianni Alemanno è pronto a rompere, nei prossimi giorni preparerà il terreno per una scissione che dovrebbe concretizzarsi entro domenica. Lunedì i suoi parlamentari potrebbero lasciare i gruppi del Pdl. Ma intanto, nel dubbio, domani incontrerà Silvio Berlusconi. Tutte le strade restano aperte e insieme da Andrea Augello il sindaco valuterà due opzioni: schierarsi con Monti - se il Prof si candiderà - o con Berlusconi, se invece dovesse concretizzarsi una sfida tra l'ex premier e Bersani.
Accanto all'ex ministro dell'Agricoltura si schierano già parte delle truppe di Comunione e liberazione. Mario Mauro a Bruxelles ha sfidato apertamente il fondatore del Pdl, che vorrebbe sfiduciarlo ma non ha i numeri per farlo. Eppure berlusconiani di ferro come Licia Ronzulli non mancano di contestare la guida del capodelegazione: «Per coerenza dovrebbe dare le dimissioni». Con Mauro, però, è schierata buona parte dei 24 eurodeputati pidiellini. Anche l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini è a un passo dall'addio, mentre già fuori dal Pdl sono diversi senatori guidati da Pisanu, che in serata è stato ricevuto da Gianfranco Fini.

Su tutti i parlamentari pesa comunque il verbo del Cavaliere. Che, a Mattino Cinque, ha licenziato in diretta il 90% dei parlamentari, promettendo di ricandidare solo il 10% degli uscenti. Numeri naturalmente lontani dalla realtà, ma che servono a portare avanti una precisa strategia per favorire la fuga dal partito e 'selezionare' le truppe scelte. Domenica sono in agenda solo a Roma due importanti eventi, uno lanciato da Meloni e l'altro da Alemanno. Già in quell'occasione il quadro dovrebbe chiarirsi.

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