23 gennaio 2020
Aggiornato 03:00
La riforma della legge elettorale

Calderoli furioso: Resta il Porcellum

E' stallo in commissione Affari Costituzionali al Senato sulla riforma elettorale e, per l'ennesima volta, l'appuntamento con l'Aula fissato per domani salterà a meno di accordi last minute. Vizzini: «Filo tenue di dialogo». Assemblea Pdl cerca sintesi in vista del vertice di domani. Finocchiaro ai Senatori del Pd: Pazienza si sta esaurendo

ROMA - E' stallo in commissione Affari Costituzionali al Senato sulla riforma elettorale e, per l'ennesima volta, l'appuntamento con l'Aula fissato per domani salterà a meno di accordi last minute. L'emendamento sul premio al primo partito 'minacciato' stamattina dal Pdl che ha fatto saltare l'intesa cui si era lavorato nell'ultima settimana dalla maggioranza non è stato presentato e il presidente della Commissione Carlo Vizzini assicura che «esiste ancora un filo tenuissimo di dialogo» ma le dichiarazioni raccolte al termine della seduta non sono incoraggianti.

Il «Calderoli furioso» - «Dalle mie parti l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, ammazzano il maiale. Ma il Porcellum mangerà il panettone e pure le uova di Pasqua», spiega Roberto Calderoli. Il leghista è furioso. Aveva presentato un emendamento per permettere l'election day: la proposta prevedeva che le comunali, le provinciali, le regionali e le politiche si svolgessero in un'unica data. «Il presidente e il segretario del Pdl condizionano la vita del governo all'election day quindi mi sarei aspettato che il Pdl in Commissione avesse votato a favore. Invece no. Saro ne ha proposto l'accantonamento che è passato con i voti anche del Pd. Vuol dire che Alfano e Berlusconi non contano nulla. I pagliacci stanno bene al circo non in Parlamento».

Vizzini vede ancora uno spiraglio - Il relatore del testo Lucio Malan (Pdl) spiega che «le difficoltà sono politiche e non tecniche, che ci sono richieste da parte di alcuni che non sono accettate da altri e che le preferenze non piacciono a tutti nel Pdl». Intanto Pd e Pdl hanno riunito le assemblee dei rispettivi gruppi ma è difficile che prima di domani si sblocchi la situazione: soprattutto dalle parti del Pdl. E' stato convocato per domani infatti un vertice a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi che, secondo quanto riferiscono diversi esponenti del suo partito, non vorrebbe più il voto di preferenza previsto dal testo all'esame del Senato.
Vizzini intanto ha convocato la Commissione domani con all'ordine del giorno alle 14 soltanto il decreto sulle province: «Non è un momento facile ma c'è uno spiraglio ancora. Se dovesse concretizzarsi un accordo troviamo il modo di affrontare il tema domani».

Assemblea Pdl cerca sintesi in vista del vertice di domani - Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello non si rassegnano al Porcellum e della necessità di portare avanti una riforma elettorale hanno provato a convincere questa sera il gruppo dei senatori del Pdl riuniti all'ex hotel Bologna al termine di una giornata che doveva essere la vigilia dell'approdo in Aula a Palazzo Madama del ddl Malan ma che così, a meno di accordi last minute, non sarà.
Non sarà così perché domani all'ora di pranzo Silvio Berlusconi ha convocato un vertice a Palazzo Grazioli in cui si parlerà della legge elettorale e dell'election day. Non è più un mistero che il Cavaliere vorrebbe tenersi le liste bloccate del Porcellum e non dare il via libera alle preferenze previste invece dal testo Malan all'esame della commissione Affari Costituzionali del Senato ma Gasparri e Quagliariello, aprendo la riunione di questa sera, hanno invitato i colleghi ad esprimere le proprie opinioni cercando di mantenere «l'unità dopo tutti questi mesi di discussione sulla riforma», come riferisce il capogruppo Pdl in Commissione Gabriele Boscetto.
La presidenza del gruppo Pdl al Senato considera comunque aperto il dialogo con il Pd e anche la proposta ipotizzata questa mattina da Quagliariello di un premio fisso di 50 seggi al primo partito, viene assicurato, non era di rottura.

Finocchiaro ai Senatori del Pd: Pazienza si sta esaurendo - «La nostra strada rimane quella di continuare a insistere per una nuova legge elettorale: dobbiamo solo decidere, e lo faremo nelle prossime ore, se fissare una dead line di tempo e di merito perché la nostra pazienza si sta esaurendo». Sono queste, secondo quanto riferito da alcui partecipanti, le parole rivolte da Anna Finocchiaro al suo gruppo riunito in Assemblea al Senato questa sera.
«Ci sono due strategie a confronto - ha spiegato il capogruppo dei senatori democratici - la nostra che punta a una legge elettorale che garantisca la governabilità e quella del Pdl preoccupato di non perdere troppo. In questo senso anche l'Udc ha mostrato delle ambiguità. Conciliare queste due strategie è quasi impossibile ma continuiamo a provarci».
«Berlusconi - avrebbe osservato Finocchiaro - vuole tenersi il Porcellum per controllare i suoi candidati e avere un gruppo di fedelissimi» e «la pattuglia berlusconiana è così consistente che non garantisce a chi guida il gruppo in Parlamento di controllarlo». Tanto è vero, ha esemplificato il presidente dei senatori democratici, che oggi è stata presentata da D'Ali una sospensiva sul dl sviluppo di cui Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello non sapevano nulla.