26 maggio 2020
Aggiornato 14:00
La riforma della legge elettorale

Schifani: Legge elettorale? Lavoro per un testo ampiamente condiviso

Il presidente del Senato «apre» alla possibilità di un rinvio della discussione in aula della riforma della legge elettorale ammesso che si tratti «di un rinvio breve e costruttivo». Parisi: Se ne discuta dentro le primarie. Rotondi: No a riforma senza l'unanimità o quasi. Gasparri: Vicini a un'intesa sulla riforma

ROMA - Il presidente del Senato, Renato Schifani, 'apre' alla possibilità di un rinvio della discussione in aula della riforma della legge elettorale ammesso che si tratti «di un rinvio breve e costruttivo». Lo ha detto Schifani parlando con i giornalisti a margine di un incontro della Federdistribuzione a palazzo Giustiniani.
«Se il rinvio è breve e costruttivo non sarò certo io a impedirlo - ha spiegato Schifani -. Io lavoro per la stesura di un testo ampiamente condiviso su cui le forze politiche riflettano. Mi risulta che si sta lavorando in questo senso, rimango fiducioso in una logica attenta, ma al tempo stesso costruttiva e propositiva».

Parisi: Se ne discuta dentro le primarie - «Dopo aver annunciato per decine di volte il rinvio dell'esame della legge elettorale, dopo 429 giorni da quando, a nome di 1.200.000 cittadini depositammo la richiesta contro il Porcellum, il Presidente Schifani ci comunica oggi che non sarà lui ad impedire un altro 'breve rinvio'. A dire di Calderoli questo sarebbe finalizzato a 'superare il ballottaggio delle primarie Pd'. Capirei se, nonostante il ritardo, vergognoso oltre ogni limite, della legge elettorale si riuscisse a parlare dentro il ballottaggio per le primarie. Questo consentirebbe ai cittadini di scegliere il candidato anche a partire delle diverse posizioni sul tema, delle proposte per il futuro e dei comportamenti passati. Sarebbe invece gravissimo se, mentre rinviamo a motivo delle primarie, il rinvio servisse solo ad eliminare dal confronto un tema imbarazzante». Lo dichiara in una nota il deputato del Pd Arturo Parisi.

Rotondi: No a riforma senza l'unanimità o quasi - «Giù le mani dalla legge elettorale: se non c'è unanimità o quasi è bene seguire il consiglio dell'Europa, che poi è più di un consiglio tant'è che sono previste sanzioni agli Stati membri che cambiano la legge elettorale alla vigilia del voto». Lo ha affermato in una dichiarazione l'ex ministro Pdl, Gianfranco Rotondi.

Gasparri: Vicini a un'intesa sulla riforma - «Siamo vicini a una possibile intesa, ad una soluzione positiva. La legge elettorale non va solo discussa ma anche approvata». Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, al termine della conferenza dei capigruppo parlando della riforma elettorale.

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