23 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
Bocciato l'articolo 1

Diffamazione, ddl affondato

Con 123 contrari, 9 astenuti e solo 29 voti a favore l'aula del Senato ha bocciato l'articolo 1 del ddl di iniziativa parlamentare di riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa. Schifani: «Ora si passa a esame ddl su commissione costituente»

ROMA - Con 123 contrari, 9 astenuti e solo 29 voti a favore l'aula del Senato ha bocciato l'articolo 1 del ddl di iniziativa parlamentare di riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa. Dopo l'annuncio del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri, che ha deciso di chiedere al suo gruppo di non partecipare al voto, sono mancati i numeri per l'approvazione del testo, sostenuto ormai ufficialmente solo dal Pdl e dalla Lega. Con la caduta dell'articolo 1 decade il resto della riforma, sulla quale si è a lungo combattuto sotto la spinta dell'urgenza dettata dalla condanna definitiva per questo reato a carico dell'attuale direttore del Giornale Alessandro Sallusti.
Dopo il voto, il presidente del Senato Renato Schifani ha proposto all'aula, «apprezzate le circostanze», di sospendere la seduta per riprenderla entro dieci minuti passando all'esame di un altro provvedimento: quello sulla istituzione di una commissione costituente.

Iacopino: Legge morta, ora riforma vera - La riforma della diffamazione a mezzo stampa «è morta, ce ne siamo liberati»: lo ha detto ai cronisti in sala stampa al Senato il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, non nascondendo la sua soddisfazione.
Dal momento che «resta in vigore la vecchia legge, che è brutta, ci piacerebbe - ha aggiunto - che fra una legge a favore delle banche e una per le assicurazioni se ne facesse anche una per garantire ai cittadini il diritto a un'informazione libera».