5 aprile 2020
Aggiornato 03:00
Primarie Centrosinistra 2012

Tabacci «tifa» Bersani

Il candidato dell'API: «Con Bersani ci siamo sentiti ieri, ripromettendoci di fare oggi il punto della situazione. Credo torneremo a sentirci in giornata. D'altronde, non è un mistero che con lui abbia maggiori affinità»

ROMA - «Con Bersani ci siamo sentiti ieri, ripromettendoci di fare oggi il punto della situazione. Credo torneremo a sentirci in giornata. D'altronde, non è un mistero che con lui abbia maggiori affinità». Il giorno dopo le primarie, Bruno Tabacci riflette ai microfoni di Radio Città Futura sull'esito del voto, non nascondendo la sua preferenza per Bersani: «C'è un'affinità soprattutto sulle politiche possibili di un futuro governo capace di dare sicurezza al nostro Paese», ha sottolineato il candidato Api al primo turno.

Tabacci ha comunque riconosciuto meriti anche a Renzi: «Non ho valutazioni negative sul sindaco di Firenze gli riconosco di avere condotto una buona campagna e di avere contribuito ad avvicinare molti giovani alle primarie».
Quanto a se stesso, al risultato conseguito, Tabacci ha sottolineato di non essersi fatto mai troppe illusioni. «Ho rappresentato un elettorato marginale, se non esterno a Pd e Sel ed ho pagato un'eccessiva polarizzazione, anche mediatica, del voto. E' sembrata una partita tutta interna al Pd e questo certo non mi ha giovato. Sono in ogni caso contento - ha concluso - di avere partecipato ad un'operazione politica incoraggiante, che riavvicina la politica ai cittadini».

Basta polemiche inquinano festa democrazia - «Trovo del tutto strumentali le polemiche sui risultati che vengono messi in discussione, così come sul fatto che le regole avrebbero impedito la partecipazione. Chi ha collaborato con me in questa competizione delle primarie ha avuto la possibilità di verificare la generosità di chi le ha organizzate e la linearità formale e sostanziale delle procedure».
«Non vorrei che dopo aver fatto il donatore di sangue a un'operazione politicamente di così grande rilievo e che ho sostenuto con passione quasi dall'esterno della struttura organizzativa, i contrasti alimentati con l'obiettivo di alzare polveroni la sminuissero e accreditassero, indirettamente, il giudizio offensivo di Grillo», conclude Tabacci.

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