5 giugno 2020
Aggiornato 03:00
Giornalismo | Diffamazione

Schifani: Sciopero? Si valuti il testo del Senato. FNSI accoglie l'appello

Il Presidente del Senato: «Garantirebbe clima di coesione sociale». Iacopino: «Rinviato lo sciopero dei giornalisti». Bersani: «Sciopero giornalisti ha le sue ragioni». FIEG: «Ragioni sciopero condivise, modalità improprie»

ROMA - Il presidente del Senato, Renato Schifani, nel pieno e totale rispetto dell'autonomia di scelta sulla protesta deliberata dal sindacato della stampa, per la giornata di lunedì, auspica fortemente che questa iniziativa possa essere differita all'esito del voto finale dell'Aula di Palazzo Madama sul ddl relativo alla «diffamazione». Voto che avrà luogo entro la giornata di lunedì.
«L'eventuale rinvio della protesta - precisa il Presidente Schifani - potrà consentire alle organizzazioni sindacali una valutazione complessiva del testo esitato dal Senato, destinato, tra l'altro, a successiva valutazione da parte della Camera dei deputati».
«Tutto ciò - conclude il presidente del Senato - costituirebbe garanzia di quel clima di coesione sociale di cui l'Italia ha bisogno».

Iacopino: Rinviato lo sciopero dei giornalisti - E' stato rinviato lo sciopero dei giornalisti previsto per lunedì contro il ddl sulla diffamazione, in seguito all'intervento del presidente del Senato Schifani: lo scrive il presidente dell'Ordine nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, sulla sua pagina Facebook. «Lunedì non ci sarà lo sciopero contro il ricatto della nuova legge sulla diffamazione. Una lettera impegno del presidente Renato Schifani e un invito della FIEG sono stati considerati elementi utili per una sospensione. Schifani ha aiutato Odg e Fnsi nella tormentata vicenda della legge sull'equo compenso. Il suo intervento meritava considerazione. La Fnsi renderà noti altri particolari» scrive Iacopino.

Bersani: Sciopero giornalisti ha le sue ragioni - «Penso che lo sciopero» dei giornalisti indetto per lunedì a seguito dell'emendamento salva-direttori al ddl anti diffamazione «abbia le sue ragioni». Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, precisando che «non sono per sottovalutare il fatto che il buon nome di una persona vada preservato» però «da lì alla galera bisogna stare attenti», ha detto a margine di un comizio a Bologna

Fieg: Ragioni sciopero condivise, modalità improprie - Per il Presidente della Fieg, Giulio Anselmi, «le ragioni della protesta dei giornalisti contro una pessima legge sulla diffamazione sono comprese e condivise. Ma la Fieg ritiene improprie le modalità della protesta con uno sciopero che rende ancora più difficile la situazione dell'informazione». E' quanto si legge in una nota della Fieg.

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