Monti: Valutiamo proposta Van Rompuy
Il Premier: L'Italia, comunque, non esiterebbe a bocciare la proposta se la giudicasse «significativamente insoddisfacente»; e «non sarebbe un dramma» se questo vertice si concludesse senza un accordo dei Ventisette al primo tentativo, è già successo altre volte
BRUXELLES - La nuova proposta di compromesso sul bilancio pluriennale comunitario 2014-2020, che il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy ha presentato ai capi di Stato e di governo al vertice Ue di Bruxelles, contiene «segnali di attenzione» nei riguardi delle esigenze italiane, ma giudicarla ora sarebbe ancora «prematuro», la valutazione è in corso. L'Italia, comunque, non esiterebbe a bocciare la proposta se la giudicasse «significativamente insoddisfacente»; e «non sarebbe un dramma» se questo vertice si concludesse senza un accordo dei Ventisette al primo tentativo, è già successo altre volte. Lo ha affermato il capo del governo, Mario Monti, all'uscita dal Consiglio europeo ieri notte, dopo la fine della sua prima sessione. Il Consiglio riprenderà oggi a mezzogiorno in sessione plenaria, per dare il tempo alle delegazioni nazionali di esaminare il testo.
«Van Rompuy - ha detto Monti ai cronisti - ha distribuito una nuova proposta, la stiamo valutando, ci sono molti dettagli importanti» da esaminare. «Il volume totale del bilancio - ha notato - resta invariato. L'Italia era tra i paesi favorevoli a lasciarlo invariato, mentre altri paesi volevano ridurlo ulteriormente».
«Notiamo - ha sottolineato il Premier - segnali di attenzione sul fronte delle politiche di coesione e della politica agricola comune, rispetto alle considerazioni fatte valere dall'Italia. Tuttavia, dare un giudizio adesso sarebbe prematuro».
Quanto alla possibilità che il vertice si chiuda oggi con un accordo, Monti ha osservato: «si può, ma non è detto che ci si riesca e non sarebbe un dramma non riuscirci: questo è un negoziato molto complesso, che avviene ogni sette anni, e credo non sarebbe la prima volta che non si chiuderebbe al primo tentativo. E' una decisione che deve essere presa all'unanimità, quindi occorre che siano d'accordo tutti i paesi», ha ricordato.
«Sicuramente - ha quindi affermato il Premier - se l'Italia si ritenesse significativamente insoddisfatta, non esiterebbe a non votare a favore, e quindi a votare contro, così come farebbero anche gli altri paesi. Ma siamo tutti qui - ha sottolineato ancora Monti - per cercare di lavorare a una soluzione che sia accettabile per l'Italia, che sette anni fa non ne uscì certamente bene». Oggi, quindi, ha concluso, «vogliamo recuperare» le posizioni perse.
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