18 settembre 2020
Aggiornato 21:00
Giornalismo | Il caso Sallusti

Sallusti: Rifarei tutto quello che ho fatto

Il Direttore de «Il Giornale»: Ho fatto tutto in buona fede. Rutelli: Nessun giornalista finirà in carcere. Fini: Sanzioni anche severe sì, ma no al carcere

MILANO - «Rifarei tutto quello che ho fatto, perchè ho fatto tutto in buona fede. Io non ho mai pubblicato una smentita perchè nessuno me lo ha chiesto. Nella sentenza c'è scritto che mi sono rifiutato di pubblicare una rettifica, ma quale rettifica se nessuno me l'ha chiesta?». Lo ha detto Alessandro Sallusti a Otto e mezzo, ospite di Lilli Gruber su La7.

Rutelli: Nessun giornalista finirà in carcere - «Con questa norma nessuno finirà in carcere, però si stabilisce un principio importante: che la diffamazione, cioè dire una cosa falsa, disonora il giornalista perbene». Lo ha detto Francesco Rutelli, leader dell'Api, intervenendo nel dibattito sul ddl diffamazione ad Agorà, su Rai Tre.
Rivolgendosi al conduttore Andrea Vianello, Rutelli aggiunge: «Io sono iscritto da 30 anni all'elenco dei pubblicisti e ho qualche giornalista in famiglia, lei pensa che io voglia limitare la libertà dei giornalisti? Oppure voglio, come politico che ama le libertà, difendere chi subisce una notizia falsa e non ottiene giustizia?».
«Nella grande maggioranza dei Paesi europei è prevista la pena del carcere, poi non la si applica; ed è giusto che non la si applichi».

Fini: Sanzioni anche severe sì, ma no al carcere - «Il giornalista che diffama o calunnia deve essere perseguito con delle sanzioni anche severe ma ovviamente non con il carcere». Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini intervistato a 'Radio anch'io' su Rai Radio1.